“Seconda stazione ferroviaria, i nomi dei responsabili della mancata opera”. Mainiero accusa Landella

L’ex consigliere comunale ricorda che chiese che il l’Assise impedisse ad RFI di “giocare a nascondino”. Ma la sua proposta cadde nel vuoto

“La levata di scudi circa la necessità che la città di Foggia, sulla tratta dell’Alta Velocità Bari-Napoli-Roma, usufruisca di una vera e propria seconda stazione e non di una semplice fermata è opportuna ma tardiva”. Inizia così la lunga nota dell’ex consigliere ed ex candidato sindaco Giuseppe Mainiero (foto sopra) sulla seconda stazione, che nei giorni scorsi aveva interessato anche l’ingegner Pippo Cavaliere.

“Il destino di questa opera strategica e di una materia fondamentale come quella del trasporto su ferro avrebbe meritato ben altra attenzione – continua l’ex meloniano -. Non da parte del Comitato ‘Un baffo per Foggia’, che ha sempre tenuto alta la vigilanza, ma da parte della politica. Quella politica distratta, assente e silente, che non legge le carte ed i documenti. E che poi, quando i giochi sono praticamente chiusi, inscena indignazioni e proteste. Mi riferisco soprattutto a quella politica che ha governato il Comune di Foggia prima dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. E che quindi ha avuto la possibilità di governare questo processo, di incrociare i guantoni con RFI, di imporre il rispetto dei diritti del territorio e delle sue comunità. Ero in Consiglio comunale quando fu approvato un Ordine del Giorno ‘fuffa’, che di fatto autorizzò i lavori su quella tratta. In quell’occasione chiesi invano che l’autorizzazione alla variante fosse votata ed autorizzata solo in presenza della formale approvazione del progetto definitivo relativo alla realizzazione della seconda stazione, con tanto di copertura finanziaria”.

Mainiero ricorda che chiese che il Consiglio comunale impedisse ad RFI di “giocare a nascondino”. Ma la sua proposta cadde nel vuoto. “Tutti – e sottolineo tutti – si fecero bastare assicurazioni vaghe, dichiarazioni di circostanza, impegni non supportati da nessun atto degno di questo nome. Da un lato nelle interviste ai Tg – a cominciare dall’allora sindaco Franco Landella – promettevano che avrebbero occupato i binari della stazione nel caso in cui RFI avesse realizzato solo una fermata; e dall’altro, nell’unica sede realmente utile a negoziare con decisione, tutte quelle minacce si scioglievano come neve al sole. Ora si invoca una pre-conferenza di servizi ed una coesione sociale che impedisca questo ‘scippo’ ai danni di Foggia e della Capitanata. Francamente non so se vi siano ancora i margini per fare ciò che si dice. Non so se una classe dirigente sempre distratta e in tutt’altre faccende affaccendata sia oggi nelle condizioni – anche e soprattutto in termini di autorevolezza politica – di recuperare il tempo perduto colpevolmente. Sarebbe stato sufficiente ascoltare chi, come il sottoscritto, aveva messo in guardia rispetto al rischio che oggi tutti considerano una certezza. Sarebbe bastato far valere ed esercitare le prerogative del Consiglio comunale e ovviamente dell’amministrazione. Ma prevalse l’unanimismo, quello inutile e dannoso, si è scelto di non prestare attenzione a ciò che stava accadendo, e di essere spasmodicamente impegnati su ben altri ed opachi fronti. Era ancora necessario individuare ‘il suolo’ dove far insistere la seconda stazione, questo era il mantra o forse la ragione ultima. A nulla rilevava la necessità di mettere in sicurezza l’opera! Sono e sarò sempre dalla parte del territorio. Ma è bene ricordare che le responsabilità di questa brutta faccenda hanno nomi e cognomi. Che sarebbe bene non dimenticare”.