Il caso Foggia in Commissione regionale antimafia: “Chi denuncia è tutelato dallo Stato. I cittadini devono saperlo”

Audizione dei rappresentanti dell’associazione “Libera”, dell’associazione “Ultimi” e del “Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura”

Aprire un focus sul fenomeno criminale in Puglia, attraverso incontri della Commissione in ogni singola provincia, oltre alla calendarizzazione di audizioni con i prefetti (il 25 ottobre), i procuratori e rappresentanti delle forze dell’ordine. È questo quanto il presidente della Commissione antimafia, Renato Perrini, ha annunciato nel corso delle audizioni dei rappresentanti dell’associazione “Libera”, dell’associazione “Ultimi” e del “Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura ex art 19 L. 44/1999”. Questo incontro, finalizzato ad un approfondimento della conoscenza del fenomeno mafioso e corruttivo, ha posto in evidenza la necessità di adottare iniziative volte alla crescita della cultura della legalità.

Perrini ha anche espresso l’esigenza di una seduta monotematica del Consiglio regionale con la eventuale presentazione di una mozione ad hoc condivisa non solo dai componenti della Commissione. Sotto accusa – ripota l’agenzia regionale – la serie televisiva Gomorra ed i racconti dai quali è tratta: il vicepresidente dell’associazione “Ultimi”, Pierpaolo Mascione, ha sottolineato che quella produzione letteraria e televisiva ha prodotto emulazioni dannose: “Servono modelli esemplari per i giovani – ha detto – vista anche la grave crisi della famiglia nella società contemporanea. La mafia è un cancro, ma con azioni mirate può essere debellata”.

Pippo Cavaliere del “Comitato di solidarietà delle vittime di estorsione e di usura”, oltre che presidente onorario della fondazione “Buon samaritano”, ha ribadito con forza che a Foggia la situazione è drammatica e il condizionamento che ne deriva è insopportabile, “ma bisogna lavorare sui cittadini perché comprendano che è necessario lavorare di fianco alle istituzioni con la denuncia dei fenomeni criminali”. Il contrasto alla criminalità non può essere demandato solo allo Stato, occorre la collaborazione di cittadini e delle vittime, “chi ha denunciato non ha mai avuto ritorsioni ed è stato risarcito dallo Stato – ha detto Cavaliere – e la Regione deve diffondere queste informazioni”.

Il referente regionale di “Libera” don Angelo Cassano, ha ribadito l’importanza della memoria delle vittime di mafia, sollecitando l’impegno di ogni cittadino. “La magistratura è lodevole – ha detto – ma è importante la cittadinanza attiva per la prevenzione educativa”. Cassano ha suggerito di leggere la relazione semestrale pubblicata della DIA in Puglia. “Lì emergono dati molto significativi – ha detto –. Si comprende come il fenomeno criminale sia radicato ormai in tutti i settori, oltre quelli tradizionali anche altri, come per esempio il turismo”. Serve una selezione della classe dirigente politica e come dice don Ciotti “la legalità è lo strumento che deve portare alla giustizia sociale e al contrasto alla povertà”.



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