Emiliano sereno su Comunali di Manfredonia. “Centrosinistra sta già facendo il ballottaggio, alla fine si andrà uniti”

Forti i sentimenti meridionalisti del governatore che con la sua lista civica CON intende costruire ciò che fallì con il civismo di “Emiliano Sindaco di Puglia”

Continua l’eterna operazione di sfondamento a destra del governatore pugliese Michele Emiliano che, dopo aver mostrato simpatia per la Lega di Salvini, invitato dal Rotary Club dell’ex parlamentare ed ex sindaco di Foggia Paolo Agostinacchio ha siglato un patto per il Sud con l’ex An Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, che ha definito “un caro amico, una persona con la quale abbiamo combattuto contro il Covid e una personalità con cui costruire un dialogo sul Mezzogiorno che non ci pregiudichi”.

Forti i sentimenti meridionalisti di Emiliano che con la sua lista civica CON intende costruire ciò che fallì con il civismo di Emiliano Sindaco di Puglia. “A noi del Sud non ci è mai andata bene con l’Italia unita, hanno sempre tirato fuori qualche cavillo, qualche condizione, il Sud è stato preso in giro, ma il Mezzogiorno è l’arma per uscire dalla crisi”.

Proprio sul peso di CON e sulle strategie che i suoi epigoni hanno scelto in ogni Comune al voto, Emiliano è stato abbastanza netto ai microfoni de l’Immediato in ordine al caso Manfredonia, dove il centrosinistra emilianista corre diviso, non solo dai Cinque Stelle, ma anche dalla sua civica. Da un lato Gaetano Prencipe con la sua coalizione democratica e popolare che raccoglie i dem senza simbolo, i Verdi, la sinistra e altri movimenti, e dall’altro la gente di mare di CON con Maria Teresa Valente candidata sindaca e tutti i fedelissimi dell’ex primo cittadino Angelo Riccardi.

Nessun cruccio però da parte di Emiliano. “Stanno facendo il ballottaggio, al primo turno si va in questa maniera per misurare il peso di ciascuno e poi si andrà tutti insieme dopo”, ha osservato. Come a dire che sarà anche questo lo schema per le prossime consultazioni, se davvero Emiliano punta al terzo mandato da governatore, con un raggruppamento meridionalista e aperto, fortemente personale ma anche radicato sui temi del territorio, sempre più parallelo al Pd e allo stesso tempo competitivo nei confronti dei pentastellati.