Bocciate le eccezioni della difesa, ora “il pentito” Iaccarino può “sputare il rospo”. 9 ottobre “il grande giorno”

In Corte d’Assise nuova puntata della vicenda sullo scandalo tangenti al Comune di Foggia. Nulla da fare per i legali difensori di Landella&co, l’ex presidente del Consiglio comunale sarà ascoltato dai giudici

In Corte d’Assise, a porte chiuse, si è rivisto Leonardo Iaccarino, ex presidente del Consiglio comunale e grande accusatore di Franco Landella, sindaco sciolto per mafia lo scorso 5 agosto. Al centro del procedimento lo scandalo tangenti che ha travolto il mondo politico foggiano.

Il giudice ha bocciato alcune eccezioni preliminari sollevate dalle difese ammettendo l’incidente probatorio per Iaccarino. Tra i punti sollevati dagli avvocati di Landella&co c’era la vicenda dell’utilizzo del trojan (un captatore informatico) nel telefono di Iaccarino, che per la difesa non poteva essere utilizzato. Inoltre, per il collegio difensivo sarebbero state utilizzate intercettazioni raccolte in altro procedimento e non ci sarebbero connessioni tali da renderle utili in quest’altro processo. Ma come detto, le eccezioni sono state rigettate. Il giudice ha rinviato al 9 ottobre quando finalmente Iaccarino potrà essere sentito. In queste ore, intanto, è tornato in libertà l’imprenditore edile Paolo Tonti, tra gli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti.

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