Voto a Manfredonia, il centrosinistra chiude sull’ex sindaco Gaetano Prencipe. Niente simbolo del Pd

L’ex sindaco, da uomo moderato e da persona mai scalfita da indagini o maldicenze, sarebbe la persona giusta, “uno che mette insieme”, rimarcano fonti dem

Sarà ufficializzata questa sera a Manfredonia la candidatura a sindaco per le prossime amministrative di novembre nell’alveo del centrosinistra classico di Gaetano Prencipe, avvocato, artista ed emilianista, già sindaco della città dal 1996 al 2000. Al Pd del consigliere regionale Paolo Campo e dell’onorevole Michele Bordo non è riuscita né l’alleanza con i pentastellati né l’opzione di rinnovamento del personale politico. Ci si affida, come a Cerignola, all’usato sicuro, all’esperienza. La scelta è frutto di una reale e drammatica per certi versi difficoltà nel selezionare possibili candidati sindaco/a. Le persone avvicinate nella società civile, da Giovanni Mansueto ad altri professionisti, o vicini al partito ma non identificabili col Pd hanno tutte rifiutato. Prencipe è considerato poco divisivo, a differenza del candidato del M5S che con Fatone ha scelto di correre in maniera autonoma. Il Pd aveva posto un veto su quest’ultimo, cercava un nome terzo che i Cinque Stelle non hanno mai avanzato.

Del resto, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, il MoVimento non poteva accettare imposizioni sui nomi, pretendeva, secondo molti giustamente, di indicare il candidato sindaco della eventuale coalizione giallorossa. E sarebbe stato un primo laboratorio pugliese, perché ovunque l’alleanza è sempre a trazione dem. Ma l’accordo, dopo mesi di incontri e trattative, non è riuscito. Pertanto Prencipe correrebbe col solo centrosinistra, con 4 liste d’appoggio, e senza CON, nonostante gli inviti di Michele Emiliano. Angelo Riccardi e i suoi fedelissimi non sono accetti.

Secondo un pezzo del Pd, in questa fase era necessaria l’esperienza amministrativa affinché il sindaco potesse subito mettersi a lavorare. “Gaetano Prencipe, da uomo moderato e da persona mai scalfita da indagini o maldicenze, era la persona giusta, ‘uno che mette insieme’ – fanno sapere dall’entourage -“, fermo restando che candidando un ex sindaco come lui, con una lunga storia alle spalle e protagonista anche delle ultime Primarie fratricide del Golfo, il Pd e il centrosinistra in generale danno l’impressione di non avere più nessuno al loro interno di spendibile elettoralmente e politicamente. D’altronde, però, nessun consigliere della precedente legislatura sciolta per mafia poteva candidarsi, anche una personalità come Maria Grazia Campo è stata “bruciata” e non si presenterà neppure come consigliera comunale.

Nella coalizione di Prencipe non ci sarà il simbolo del Pd, i candidati consiglieri dem condivideranno una lista con i Verdi e con Articolo 1. Quanto a CON, con la netta chiusura dei dem, si presenterà da solo, con la possibile candidatura di Maria Teresa Valente e due liste civiche, CON Gente di Mare e Manfredonia Democratica. Puntano a vincere e ad essere determinanti in fase di ballottaggio.

Appare diviso anche il campo del centrodestra. Al momento il consigliere regionale azzurro Giandiego Gatta sta lavorando per aggregare Fratelli d’Italia e Lega al progetto di candidatura dell’imprenditore Gianni Rotice. Per l’ex numero uno di Confindustria Foggia parrebbe profilarsi lo scenario di Benevento dove leghisti e meloniani partecipano da soli contro Clemente Mastella, sostenuto da Forza Italia e Italia Viva e altri civismi.





Change privacy settings