Pazienti positivi in area ‘no Covid’ del Riuniti di Foggia, azienda precisa: “Ipotesi molto remota”

Arrivano le precisazioni del “Policlinico Riuniti” di Foggia dopo la pubblicazione della direttiva che consente il ricovero dei pazienti positivi in area “no Covid”.

“Abbiamo tempestivamente attivato il primo livello di allerta Covid che prevede il ricovero di tutti i pazienti positivi presso un Nucleo Covid e i percorsi nelle discipline di Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia, Dialisi e Rianimazione – spiegano -. Quella che si rappresenta è una eventualità, segnalata dalla Circolare della Regione Puglia del 23 luglio 2021 a cui il Policlinico Riuniti ha ottemperato, qualora si verifichino situazioni connesse a patologie prevalenti non riconducibili all’infezione Covid che comunque avrebbero visto il paziente ricoverato in reparti protetti presso discipline non contemplate con tutte le accortezze e le specificità del percorso Covid, come, tra le altre, l’utilizzo della camera singola”.

“Nella circolare regionale, infatti, si rappresenta la necessità, nell’ambito della programmazione, di individuare all’interno dei reparti di area medica o chirurgica posti letto dedicati a pazienti, che hanno completato il ciclo vaccinale, ricoverati per patologia prevalente non riconducibile all’infezione Covid – aggiungono in una nota -.  Allo stato attuale, tuttavia, questa possibilità non è utilizzata ed è da considerarsi molto remota.

Nulla di mutato, pertanto, rispetto alle procedure utilizzate fino a questo momento al Policlinico Riuniti di Foggia. Ad ogni buon conto – concludono -, sarà cura dell’amministrazione chiarire meglio eventuali dubbi interpretativi non degli operatori, con cui naturalmente ci sarebbe stata la valutazione caso per caso, qualora si fosse presentata questa eventualità, anche rispetto all’evidenza scientifica della minore contagiosità dei pazienti vaccinati”.



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