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Home - Vendette di sangue e un vuoto di potere da colmare: collegamenti tra almeno 4 omicidi di mafia a San Severo

Vendette di sangue e un vuoto di potere da colmare: collegamenti tra almeno 4 omicidi di mafia a San Severo

Di Francesco Pesante
14 Luglio 2021
in Cronaca
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La guerra di mafia spaventa San Severo. Pochi dubbi sull’ultimo omicidio in città, avvenuto quasi certamente nell’ambito della criminalità organizzata. Gli inquirenti indagano sulla morte di Matteo Anastasio, 42enne del posto con precedenti per droga, freddato durante i festeggiamenti per la Nazionale. Con lui c’era il nipotino di 6 anni ferito all’addome e attualmente ricoverato al Riuniti di Foggia. In loro compagnia anche una donna, convivente della vittima, rimasta illesa. Chi indaga scava soprattutto nel mondo dei clan mafiosi della città e nel business della droga che per anni ha arricchito le tasche dei boss. Non si esclude, infine, che dietro la guerra ci sia la voglia di qualcuno di colmare il vuoto di potere lasciato dai capimafia storici, tutti in carcere dopo la maxi operazione “Ares” del 2019. I padrini Franco Nardino, Roberto Nardino e Severino Testa sono già stati condannati a lunghe pene, mentre è ancora sotto processo Giuseppe La Piccirella.

https://www.immediato.net/wp-content/2021/07/agguato-san-severo-OK.mp4

Da non sottovalutare il presunto collegamento tra gli ultimi omicidi che si sono consumati nell’Alto Tavoliere. La morte di Anastasio, infatti, potrebbe essere strettamente connessa a quella del fratello Giuseppe (padre del bimbo ricoverato), ucciso il 5 febbraio 2017 in via Taranto. Per quel fatto di sangue era sospettato Matteo Masullo detto “Bacchettone” per la sua altezza, un giovane di 30 anni svanito nel nulla la sera del 7 febbraio 2017, soltanto due giorni dopo l’agguato di via Taranto. Masullo era a Termoli dalla fidanzata ma si allontanò dopo aver ricevuto una telefonata: “Rientro tra poco”, disse alla giovane, ma di “Bacchettone” non si seppe più nulla, sicuramente vittima di lupara bianca. La sua auto fu ritrovata qualche giorno dopo in una masseria abbandonata di San Severo.

C’è poi il netturbino Pasquale Maiellaro, amico di Masullo, vittima di agguato a Torremaggiore il 28 aprile del 2017, ennesimo omicidio irrisolto dell’Alto Tavoliere. Nel 2002 Maiellaro uccise il 22enne Nazario Protano durante una lite per futili motivi. Sempre quell’anno, il 18 giugno, Giuseppe Anastasio ammazzò per un tragico errore la 12enne Stella Costa nel tentativo di eliminare un “rivale” in amore. Una scia di sangue lunga 19 anni, piena di intrecci e misteri. Sta agli investigatori fare luce sull’ennesima guerra di mafia a San Severo. (In alto, le foto degli omicidi di Maiellaro e Matteo Anastasio)

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Tags: mafiaOmicidio AnastasioSan Severo
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