Mafia foggiana, l’ora del giudizio per i Delli Carri e i loro picciotti. 41 imputati nell’aula bunker, fissata l’udienza preliminare di “Grande Carro”

Raggiri per ottenere finanziamenti europei ma anche minacce ed estorsioni agli imprenditori. Alla sbarra nomi storici della malavita organizzata di Foggia. Coinvolti alcuni colletti bianchi

Fissata all’1 luglio 2021 l’udienza preliminare del processo alla mafia foggiana, “Grande Carro”. Appuntamento nell’aula bunker di Bitonto. 41 imputati tra i quali nomi di spicco del clan Delli Carri, costola della batteria Sinesi-Francavilla. Alla sbarra i capi Donato Delli Carri, killer dell’imprenditore Panunzio e il fratello Franco detto “U’ malat”, nipoti del boss Roberto Sinesi alias “lo zio”.

Davanti ai giudici anche Antonio Ippedico, uno dei colletti bianchi coinvolti nello scandalo delle truffe alla comunità europea. Il suo nome e quello di Michele Pio Gianquitto sono finiti di recente anche nel caso del giudice De Benedictis, quest’ultimo accusato di aver disposto provvedimenti di favore di alcuni arrestati in cambio di denaro.

Lunga la lista delle persone offese in “Grande Carro”, ci sono imprenditori, agricoltori, l’Agea, la Regione Puglia e il Ministero dell’Interno. Il blitz di DDA e carabinieri fece emergere un sistema consolidato fatto “di artifici e raggiri – si legge nelle carte dell’inchiesta – per simulare la sussistenza dei presupposti necessari per fruire degli aiuti economici comunitari, inducendo in errore l’organo erogatore Agea, procurando un ingiusto profitto per l’organizzazione mafiosa”. Ma questo è solo il filone principale, “Grande Carro” ha smascherato, inoltre, episodi di estorsione, intimidazione, incendi, danneggiamenti e voto di scambio. Nella lista degli imputati spunta anche Cristoforo Aghilar, killer e rapinatore di Orta Nova, già a processo per il femminicidio dell’ex suocera. (In alto, Donato e Franco Delli Carri in una foto di 20 anni fa; sotto, Cupo e Aghilar)

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