Scioglimento Consiglio Foggia, De Sabato a Mainiero: “Generi solo confusione, le dimissioni devono essere contestuali”

“La delicata fase politica impone un’attenta valutazione degli eventi e non prese di posizione avventate, utili solo per qualcuno a cavalcare l’onda populista”

È indignato il consigliere foggiano di Senso Civico Antonio De Sabato per l’esito del terzo tentativo, fallito, del centrosinistra di far cadere l’amministrazione Landella con le dimissioni di massa. Per la terza volta non si è riusciti ad annettere a sé la maggioranza. In queste ore, dopo una interpretazione dell’ex eletto Giuseppe Mainiero, si fa un gran parlare della possibilità di uno scioglimento anticipato dettato da dimissioni, non più dal notaio, ma direttamente dal segretario generale. Secondo alcuni, tra cui l’ex meloniano, al centrosinistra unito al M5S basterebbero le loro sole 12 firme dal segretario per far sciogliere il Consiglio, manchevole in questo momento delle surroghe dei consiglieri dimissionari (Di Pasqua, Bove e Morese) e di quelli arrestati (Iaccarino e Capotosto).

Per alcuni costituzionalisti la procedura proposta da Mainiero è semplicemente irricevibile. “La contemporaneità delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri è necessaria ad affermare il principio giuridico del “simul stabant simul cadent”. Diversamente, il principio di continuità amministrativa consiglierebbe (obbligherebbe) al rispetto dell’istituto della proroga”, spiega a l’Immediato Massimo Fragassi, consulente di amministrazioni pubbliche e giurista, esperto in diritto costituzionale comparato.

De Sabato ha chiesto il parere ad un altro esperto di Vasto, secondo cui le dimissioni individuali non sono idonee di per sé sole ad provocare la crisi dell’organo consiliare. È necessario che le dimissioni siano “contestuali”.

L’eletto civico è adirato contro Mainiero. “Un’osservazione imprecisa e fuorviante ha generato un clima di confusione che è bene chiarire sulla base di un parere legale e non di semplici interpretazioni o punti di vista altrui”, rileva in una nota.

E aggiunge: “La delicata fase politica impone un’attenta valutazione degli eventi e non prese di posizione avventate, utili solo per qualcuno a cavalcare l’onda populista e riabilitare le proprie ambizioni personali bocciate dagli elettori foggiani. Il problema di Foggia non è quello che fanno le minoranze consiliari ma la cloaca della maggioranza. Come si evince dal parere legale dell’Avv. Pasquale Morelli che ringrazio per la prontezza e la chiarezza, ne “consegue che lo scenario ad oggi emerso dalle dinamiche dimissionarie dei consiglieri del Comune di Foggia, sia esse già rassegnate sia in procinto di essere espresse, manifestano i connotati di una ipotesi mista, laddove il susseguirsi di individuali dimissioni, allo stato, porterebbe in astratto alla surroga dei dimissionari, e non allo scioglimento ex art. 141 tuel, con inevitabili ripercussioni sull’azione amministrativa e politica, quindi un’ipotesi di diversa paralisi delle funzioni consiliari” A questo parere si giunge dopo aver consultato anche altro influente Segretario Comunale la cui valutazione ricalca espressamente il parere di cui sopra. Pertanto alla luce di queste considerazioni oggettive basate sui fatti, ritengo dover continuare la mia azione all’interno di un processo chiaramente politico teso a stigmatizzare la gravità dell’assenza delle dimissioni da parte dei consiglieri comunali di maggioranza, che se da una parte dichiarano conclusa questa esperienza amministrativa dall’altra la tengono in vita con atteggiamenti ambigui eludendo una chiara e precisa volontà popolare di giungere al più presto allo scioglimento del Consiglio Comunale e scrivere definitivamente la parola fine a questa triste storia. Foggia saprà reagire e superare anche questo difficile momento voltando definitivamente pagina. L’amministrazione Landella è peggio di un crimine , è un errore”. (In alto, Cavaliere, Fatigato e De Sabato)