Mainiero invoca lo scioglimento del Consiglio comunale di Foggia: “Bastano le dimissioni della minoranza, vi spiego perché”

Il politico e commercialista: “Se esiste la reale volontà di sciogliere il consiglio, lo si può fare anche oggi”. Sarebbe impossibile procedere alle surroghe con soltanto 15 membri in Aula

“Se oggi i 12 consiglieri comunali si dimettessero determinerebbero la impossibilità di convocare il consiglio comunale per le surroghe, e lo scioglimento del consiglio sarebbe l’unica via a cui potrebbe giungere la Prefettura. Oggi lo scioglimento del Consiglio comunale è interamente nella disponibilità dei 12 consiglieri di minoranza”. Lo riporta in una nota stampa l’ex consigliere comunale, Giuseppe Mainiero, strenuo oppositore del sindaco dimissionario, Franco Landella. “La materia è groviglio di norme e regolamenti – spiega -, ma è di semplice comprensione. Il tema è la possibilità o meno di effettuare le surroghe, ossia la sostituzione dei consiglieri sospesi e dimessi. Adempimento che la norma impone di licenziare in consiglio entro dieci giorni dalle dimissioni. Qualora ciò non fosse realizzabile non ci sarebbe altra strada che procedere allo scioglimento del consiglio.

L’articolo 17 del Regolamento del Consiglio Comunale – ricorda Mainiero –, stabilisce al primo comma che la seduta di prima convocazione dell’Assemblea non può adottare deliberazioni se non sono presenti almeno 16 consiglieri, senza computare a tal fine il sindaco, salvo che sia richiesta una maggioranza speciale.

Al momento, in ragione delle dimissioni del sindaco, dei consiglieri Bove, Morese, Di Pasqua e della sospensione degli arrestati Iaccarino e Capotosto, per i quali occorre procedere alla surroga, i consiglieri effettivi risultano 27. Se oggi, anche in maniera progressiva e non contestuale, si dimettessero dal Segretario generale 12 consiglieri in Aula, resterebbero nella pienezza delle loro funzioni solo 15 consiglieri, quindi al di sotto del numero minimo per convocare il consiglio in prima convocazione e provvedere alle surroghe, determinando quindi il conseguente scioglimento dell’Assemblea, come stabilito nella sentenza numero 2131 emessa dal Tar Campania nel 2018“.

Poi l’ex consigliere aggiunge: “A supporto di questa vi è una copiosa giurisprudenza e una circolare del Ministero degli Interni, che toglie ogni dubbio sul punto, che allego (CLICCA QUI). Di fatto l’impossibilità di convocare il Consiglio Comunale in prima convocazione determina l’incapacità di assicurare il regolare funzionamento dell’Organo consiliare. Insomma, non occorre attendere la scadenza il 24 maggio per capire se l’esperienza amministrativa a Palazzo di Città possa considerarsi conclusa. La minoranza è composta da 12 consiglieri comunali, dunque se esiste la reale volontà di sciogliere il consiglio, lo si può fare anche oggi. Dimettendosi, i dodici consiglieri di minoranza porterebbero il numero dei consiglieri comunali in carica a soli 15 membri determinando, pertanto, l’impossibilità per l’organo consiliare di esercitare le proprie funzioni e, dunque, anche di procedere alla surroga dei consiglieri dimessi. In proposito, si richiama l’orientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa – condiviso dal Ministero degli Interni-Dipartimento per gli affari interni e territoriali – in virtù del quale: non può ‘farsi luogo alla surroga dei consiglieri dimissionari, per la sopravvenuta impossibilità per l’organo consiliare di costituirsi in sede di prima convocazione’, configurandosi, tale impossibilità, quale valida ipotesi di scioglimento del consiglio comunale stesso (Cfr. TAR Campania – Napoli, sentenza n. 2131/2018)”. (Sopra, in foto, Mainiero accanto a Pippo Cavaliere, tra i leader dell’opposizione in Consiglio comunale)

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