Covid e cambi di colore: Puglia, Sardegna e Val d’Aosta restano rosse. 16 regioni hanno già dati da zona gialla

L’indice di trasmissibilità Rt nazionale scende ancora: questa settimana è a 0.85

È il giorno del cambio di colore delle regioni. Come sempre ogni venerdì oggi l’Istituto superiore di sanità renderà pubblici i dati dell’ultimo monitoraggio settimanale. E sono già noti i due più importani parametri, l’indice di trasmissibilità Rt nazionale che scende ancora: questa settimana è a 0.85 (qui tutti i nuovi dati regione per regione). Stessa cosa per l’incidenza settimanale ogni 100 abitanti che cala oggi a 160.5. Leggera diminuzione anche per la pressione su terapie intensive e reparti Covid. Poi, dopo la riunione della cabina di regia il ministro della salute Roberto Speranza firmerà le eventuali ordinanze con i cambi di colore.

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Le 16 regioni con dati ‘da giallo’

Sono ben 16, stando al monitoraggio della cabina di regia messo a punto oggi, le Regioni che hanno numeri da giallo, e che quindi possono ambire, ovviamente improvvisi peggioramenti permettendo, alla zona gialla “rinforzata” a partire dal 26 aprile, con i ristoranti aperti la sera e la ripartenza di sport e spettacolo.
Si tratta delle Regioni con indice Rt non superiore a 1, con una classificazione complessiva del rischio bassa o moderata e uno scenario di trasmissione 1 (dove 3 è quello più grave, da rosso): sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Toscana, Umbria e Veneto.

In zona rossa rimangono, in base al monitoraggio, Puglia, Val d’Aosta e Sardegna, mentre hanno ancora numeri da arancione Calabria e Sicilia.

La mappa attuale dell’Italia

(fino al 18 aprile compreso)

Zona rossa: Campania, Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta.

Zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e alle Province autonome di Bolzano e Trento.

La conferenza stampa

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull’analisi del monitoraggio settimanale della Cabina di regia, sottolinea: “La curva italiana mostra una lenta decrescita: quasi tutte le regioni hanno un calo dell’incidenza, che è pari a 182 per 100mila abitanti. Secondo il flusso Iss invece l’incidenza è 160 per 100mila perchè include il periodo di Pasqua. In altri Paesi invece la curva è in crescita e ciò si traduce in provvedimenti di restrizione”.
Poi ricorda: “Con l’inizio delle vaccinazioni c’è stata una inversione e i casi stanno decrescendo tra over-80 ma anche tra 60-69enni, così come per l’età scolare”. E sempre sui vaccini: “Le vaccinazioni continuano a crescere: ha superato il 75% di copertura la fascia over-80 e oltre il 50% ha fatto il ciclo completo. La fascia tra 70 e 79 anni sta anche rapidamente crescendo”.
Non tutti i dati sono positivi: “C’è ancora un sovraccarico dei servizi assistenziali e si superano soglie per terapia intensiva e area medica, l’incidenza decresce ma molto lentamente – spiega Brusaferro – Quindi non bisogna allentare l’attenzione e si deve mantenere alta la guardia per contenere la diffusione del virus”.
Da parte sua il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza sottolinea: “Sono possibili riaperture graduali per trovare un punto di equilibrio e ci vogliono sistemi di monitoraggio contro una ripresa dell’epidemia” che siano stringenti e possano funzionare ancora prima che la curva dovesse rialzarsi. Quanto alle varianti del virus, Rezza specifica: “Lavariante inglese, che ha una trasmissibilità maggiore del 50%, ha ormai soppiantato i ceppi precedenti del virus”. E aggiunge: “Bisogna ancora tenere comportamenti prudenti. L’incidenza scende così lentamente perchè la variabile Gb ha una alta trasmissibilità. L’antidoto è solo la vaccinazione di massa”.



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