“Il bene confiscato alla mafia foggiana diventi bene comune”. Manifestazione davanti a “Villa Lanza”, Marcone: “Si dia un senso a questa conquista”

La leader di Libera: “Ora su questo cancello c’è lo striscione che una rete di realtà associative foggiane ha preparato, ma auspichiamo che presto ci sia una targa”

Avrà un futuro nella legalità l’ex Villa Lanza del boss foggiano? Le associazioni antimafia sono ora in prima linea per la riqualificazione del bene confiscato a Vito Bruno Lanza, uno dei capiclan storici della “Società”. Stamattina i rappresentanti di Libera, Link Foggia, Unione degli Studenti Foggia, associazione Panunzio, Ottavia Foggia, SFoggia, La Società Civile – Foggia e Fondazione Antiusura Buon Samaritano hanno piazzato uno striscione sul cancello con su scritto “Beni confiscati Beni comuni”.

“Questo è un luogo in cui, a Foggia, la mafia ha perso e lo Stato ha vinto – ha scritto Daniela Marcone di Libera – Ora su questo cancello c’è lo striscione che una rete di realtà associative foggiane ha preparato, ma auspichiamo che presto ci sia una targa in cui sia inciso il senso di questa conquista”.

La storia di “Villa Lanza”

Fu una vittoria schiacciante quella dello Stato che negli anni ’90, attraverso le operazioni “Panunzio” e “Day Before” inferse un duro colpo ai clan, confiscando case e terreni ai boss. Tra questi proprio Vito Bruno Lanza detto “U’ lepr” che venti anni fa si vide confiscare la sua bella villa al Salice Nuovo, località “Posta Conca”. Ma oggi, anno di grazia 2021, quella struttura non è ancora stata riqualificata, anche se, pochi mesi fa, Dimitri Lioi dell’associazione “Panunzio” ha scoperto che al suo posto è sorto un nuovo edificio, al momento vuoto e che gode di un servizio di guardiania.

“Questa villa ha seguito tutto l’iter per l’assegnazione allo Stato. Dal 2010 si sono susseguiti alcuni tentativi di avviare attività progettuali di forte valenza sociale, ma all’epoca il bene risultava del tutto smantellato e ridotto a un rudere – aveva detto Lioi a l’Immediato durante un primo sopralluogo alla struttura -. Pochi mesi fa abbiamo scoperto che la villa è stata ristruttura con i fondi dei piani sociali di zona nell’ambito dei percorsi progettuali della Regione Puglia del cosiddetto ‘Dopo di noi’. A giugno 2020 c’è stato anche un bando – andato deserto fors’anche per scarsa comunicazione – per la costituzione di una struttura di alloggio (una casa-famiglia del valore di circa 250mila euro, ndr) destinata a imprese sociali e cooperative per ospitare soggetti fragili. Recentemente, invece, sono stati emessi due bandi del Comune di Foggia per l’affidamento di attività accessorie”. Ed infatti, stando a due determine di Palazzo di Città, risulta che l’appalto per l’affidamento del servizio di fornitura, compreso il montaggio, degli arredi, è andato alla ditta FOR. MED. SERVICE SRL con sede a Foggia, mentre l’appalto per l’affidamento del servizio di fornitura, compreso il montaggio, degli arredi per la cucina se l’è aggiudicato la I.T.S. srl di Campobasso. Tutto tace, invece, per quanto concerne i progetti di antimafia sociale.

Lioi ha ricordato ai nostri microfoni la forte polemica con il sindaco dello scorso anno. “Avevamo chiesto di ricordare Giovanni Panunzio proprio qui davanti o anche all’interno visto che il proprietario di casa è il Comune di Foggia. Da almeno un anno e mezzo chiedevamo un’iniziativa simbolica per dare visibilità al bene confiscato ma ne è scaturita una polemica anche piuttosto dura. Ma oggi noi non siamo qui per attaccare qualcuno. Ci auguriamo che ci sia un nuovo bando e che vinca il migliore, sperando partecipino molte imprese e cooperative sociali. Noi chiediamo solo che questo bene ottenga maggiore visibilità. È molto importante che la comunità venga messa a conoscenza che qui lo Stato ha vinto, strappando un bene di valenza economica alla mafia. I foggiani devono poter vedere plasticamente che lo Stato è stato più forte. Questo non è ancora avvenuto e ci dispiace”.



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