L’ex villa del boss foggiano ospiterà persone fragili: “Qui lo Stato ha vinto e la città deve saperlo. Ora si partecipi al bando”

L’impegno dell’associazione “Panunzio” per riqualificare il bene confiscato nel 2001 al capoclan “U’ lepr”. Il presidente Dimitri Lioi: “Chiediamo che questa struttura ottenga maggiore visibilità”

“Villa Lanza” attende nuovi inquilini. Non più boss mafiosi ma persone impegnate nel sociale, accanto ai più fragili. Dimitri Lioi, presidente dell’associazione “Panunzio” ha portato la stampa davanti al bene confiscato nel 2001 a Vito Bruno Lanza detto “U’ lepr”, volto storico della “Società Foggiana” ed elemento di vertice della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza, braccio destro del Mammasantissima Rocco Moretti. Fu una vittoria schiacciante quella dello Stato che negli anni ’90, attraverso le operazioni “Panunzio” e “Day Before” inferse un duro colpo ai clan, confiscando case e terreni ai boss. Tra questi proprio “U’ lepr” che venti anni fa si vide confiscare la sua bella villa al Salice Nuovo, località “Posta Conca”. Ma oggi, anno di grazia 2021, quella struttura non è ancora stata riqualificata, anche se, pochi mesi fa, Lioi ha scoperto che al suo posto è sorto un nuovo edificio, al momento vuoto e che gode di un servizio di guardiania.

“Questa villa ha seguito tutto l’iter per l’assegnazione allo Stato. Dal 2010 si sono susseguiti alcuni tentativi di avviare attività progettuali di forte valenza sociale, ma all’epoca il bene risultava del tutto smantellato e ridotto a un rudere – ricorda il presidente dell’associazione “Panunzio” -. Pochi mesi fa abbiamo scoperto che la villa è stata ristruttura con i fondi dei piani sociali di zona nell’ambito dei percorsi progettuali della Regione Puglia del cosiddetto ‘Dopo di noi’. A giugno 2020 c’è stato anche un bando – andato deserto fors’anche per scarsa comunicazione – per la costituzione di una struttura di alloggio (una casa-famiglia del valore di circa 250mila euro, ndr) destinata a imprese sociali e cooperative per ospitare soggetti fragili. Recentemente, invece, sono stati emessi due bandi del Comune di Foggia per l’affidamento di attività accessorie”. Ed infatti, stando a due determine di Palazzo di Città, risulta che l’appalto per l’affidamento del servizio di fornitura, compreso il montaggio, degli arredi, è andato alla ditta FOR. MED. SERVICE SRL con sede a Foggia, mentre l’appalto per l’affidamento del servizio di fornitura, compreso il montaggio, degli arredi per la cucina se l’è aggiudicato la I.T.S. srl di Campobasso. Tutto tace, invece, per quanto concerne i progetti di antimafia sociale.

Lioi ha ricordato ai nostri microfoni la forte polemica con il sindaco dello scorso anno. “Avevamo chiesto di ricordare Giovanni Panunzio proprio qui davanti o anche all’interno visto che il proprietario di casa è il Comune di Foggia. Da almeno un anno e mezzo chiedevamo un’iniziativa simbolica per dare visibilità al bene confiscato ma ne è scaturita una polemica anche piuttosto dura. Ma oggi noi non siamo qui per attaccare qualcuno. Ci auguriamo che ci sia un nuovo bando e che vinca il migliore, sperando partecipino molte imprese e cooperative sociali. Noi chiediamo solo che questo bene ottenga maggiore visibilità. È molto importante che la comunità venga messa a conoscenza che qui lo Stato ha vinto, strappando un bene di valenza economica alla mafia. I foggiani devono poter vedere plasticamente che lo Stato è stato più forte. Questo non è ancora avvenuto e ci dispiace”.



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