Bocciato su tutta la linea il progetto di recinzione dell’Ads Rovelli al Parco San Felice a Foggia. Landella cancella la concessione

Il Servizio Urbanistica, i Lavori Pubblici e l’Ambiente bocciano l’affidamento del campetto di calcio e la relativa realizzazione di strutture ricreative annesse

L’amministrazione Landella torna sui suoi passi con il progetto di Parco San Felice. È del 22 febbraio la determinazione dirigenziale firmata da Carlo Dicesare che annulla ogni precedente atto sull’affidamento concesso all’Ads Rovelli. Le proteste dei cittadini e in particolare del comitato La Società Civile, l’animata discussione delle opposizioni e alcune gaffe dell’assessore Sergio Cangelli, a cui è stato dedicato anche uno striscione sulla recinzione, hanno indotto il sindaco a ripensare la questione della privatizzazione dell’area.

Il procedimento era stato avviato con deliberazione di Giunta nel febbraio del 2018, con il quale si era dato l’avvio per individuare dei soggetti a cui affidare in concessione la gestione del campo di calcetto comunale al parco S. Felice in via Rovelli angolo via La Malfa e si prendeva atto della manifestazione di interesse presentata dalla ASD Rovelli Foggia di Foggia con la quale la stessa chiedeva la concessione in uso dell’impianto comunale “Campo di calcetto”. Nel 2019 la manifestazione d’interesse diventava realtà con concessione per un periodo di anni 8.

L’Ads avrebbe potuto, secondo l’atto, dar vita ad una recinzione sui lati liberi dell’area, limitando il libero accesso; ad un rifacimento del manto dell’esistente campo da calcio, e alla realizzazione di due tribune prefabbricate oltre che di una struttura composta da 10 blocchi prefabbricati adibiti a spogliatoi, a servizio del campo da calcio e dell’area fitness, a ufficio e bar.

Ebbene, su questi punti è intervenuto Servizio Urbanistica qualche giorno fa, comunicando che “la realizzazione di due tribune prefabbricate in acciaio e per la struttura composta da 10 blocchi prefabbricati necessitano del rilascio del permesso a costruire, previo parere della soprintendenza ai beni paesaggistici trattandosi di parco urbano”. Anche il Servizio dei Lavori Pubblici ha comunicato di ritenere necessaria la previa “verifica sulla presenza di vincoli del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (P.P.T.R.)”, laddove invece il Servizio Ambiente ha espresso parere sfavorevole in merito alla realizzazione dei manufatti ricadenti sul verde esistente, ritenendo le opere previste invasive e non in linea con la vocazione del sito. Infine anche il Servizio Integrato Attività Economiche ha comunicato che “l’attività di somministrazione di alimenti e bevande per un’associazione deve essere un’attività accessoria rispetto a quella di natura sportiva e ricreativa e deve essere svolta unicamente a favore dei propri soci in locale conforme alle norme e prescrizioni in materia edilizia e igienico sanitaria. Ovviamente ciò configurerebbe un’area per sport ad uso esclusivo dell’associazione in cui ricade l’attività accessoria di quo. Nel caso invece si trattasse di attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata in un locale aperto al pubblico, la stessa non solo dovrebbe rispettare e conseguire i pareri riferiti alle norme igienico sanitarie, edilizie ed urbanistiche vigente in materia (ovvero C/1), ma configurerebbe una attività libera economica all’interno di un’area pubblica urbana, per la qual cosa (es. chioschi) in questo momento non sono rilasciabile autorizzazioni perché in corso di componimento specifica regolamentazione. Per quanto sopra eventuale autorizzabilità potrà sussistere solo in presenza dei requisiti su richiamati e riferiti ad una A.S.D. o A.S.P.”. Insomma il progetto e la recinzione sono stati bocciati su tutta la linea.