Morto Mario Nero, il testimone di giustizia chiave del processo Panunzio. Diceva: “Non ero solo ma poi lo sono diventato”

Deceduto l’uomo che vide in faccia il killer dell’imprenditore edile assassinato nel 1992. Durante un incontro a Foggia rivolse un appello: “Non girate la testa dall’altra parte”

Morto Mario Nero, testimone di giustizia chiave nel processo Panunzio, uno dei capitoli più importanti nella storia della lotta alla mafia foggiana. A darne notizia, l’associazione “Panunzio”. L’uomo aveva 55 anni e viveva nel Nord Italia. Nero decise di testimoniare, accettò per sé la via della scelta etica e la sua vita fu travolta. Durante un incontro a Foggia disse. “Non ero solo ma poi lo sono diventato. Non mi sento in errore, quando ho offerto la mia testimonianza credevo di diventare un simbolo positivo, invece sono stato un caso negativo. Non girate la testa dall’altra parte. Non prendete la mia odissea per girare la testa dall’altra parte, lo Stato non ci aspettava in quell’epoca quando arrivarono testimoni di qualità, siamo stati trattati peggio degli animali. Neanche a saper dare i documenti. Una volta sono stati 7 ore per accertare chi fossi io. Oggi per fortuna c’è una legge per i collaboratori di giustizia”. Nero cambiò 13 località e residenze durante i suoi lunghi anni di protezione. A suo avviso le mafie si annidano ancora tra massoneria e politica. “Sono 12 milioni i voti controllati dalle mafie, si dice che pecunia non olet, io dico suffragium non olet. Bisogna spezzare questo circolo vizioso”.

Mario Nero la sera dell’omicidio vide in faccia il killer e da ragazzo sveglio qual era capì che qualcosa non andava. La sua vita subì moltissimi traumi a causa di quella testimonianza. “I figli della prima moglie non gli rivolgono la parola. La famiglia originaria lo allontanò, perché era l’infame. Era un precluso, ghettizzato per aver testimoniato”, ricordò Dimitri Lioi dell’associazione Panunzio che si pose la missione di far reimpossessare Nero del suo territorio di Foggia e di Orta Nova.

“Se non ci prendiamo carico delle storie come Mario Nero non andremo da nessuna parte – le parole di Lioi a quell’incontro -. Dico sempre che la città non ha risposto all’assassinio di Panunzio. Mi sarei aspettato che la sede dei costruttori fosse a lui intitolata, gli è stata dedicata una piazza, con una stele, per ricordarlo. Ma mi sarei aspettato che il 6 novembre partecipassero gli esponenti apicali della città alla manifestazione in sua memoria. Anche il silenzio uccide, il non esserci uccide. In precedenza non abbiamo mai annunciato la presenza di Mario Nero, ma stavolta abbiamo voluto farlo, ben 10 giorni prima. Abbiamo un’idea quella che lui si possa re-impossessare del suo territorio. Andiamo a bere un caffè con Mario Nero, non lasciamolo solo. Facciamo le passeggiate per la città con Mario per dire a tutti che non è lui l’infame”.





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