Pezzi di centrodestra foggiano provano a salvare la presidenza di Iaccarino. I tentativi di Di Pasqua e le partite di Lega e meloniani

Un tentativo destinato a naufragare a meno di colpi di scena. Intanto, continua il totonomi per la successione, spunta l’idea Quarato. Sullo sfondo la figura di Bruno Longo e le “mire” di Cavaliere

Non c’è stato ancora nessun pranzo, anche se, come sussurra qualcuno dei consiglieri comunali che dovrebbe parteciparvi, ci sono molte telefonate per organizzarlo, con i piatti d’asporto e la carne al sale di un noto ristorante dei politici, caro all’ex capogruppo di Forza Italia Consalvo Di Pasqua, che sta facendo un debole tentativo per ricomporre la crisi della presidenza del Consiglio. Il decano ex azzurro, oggi leghista per nome e per conto di Franco Landella, intenderebbe salvare Leonardo Iaccarino, protagonista dell’ormai famigerata pistolettata di Capodanno, e potrebbe coinvolgere in questo ponte, Dario Iacovangelo, Amato Negro, Paolo Citro e qualche altro eletto.

“Non si tratta di salvare Iaccarino o meno, si tratta di dare continuità all’attività amministrativa ferma per questa sciocchezza avvenuta la sera e dopo Capodanno. Io resto della mia, bisogna ridare credibilità e riallacciare con i cittadini delusi e distanti verso le istituzioni per lo spettacolo che stiamo dando soprattutto oggi in piena pandemia e dove ogni giorno una famiglia in più mi chiede buoni spesa comunali per andare avanti. Bisogna far presto e chiudere questo triste capitolo, al momento personalmente non vedo altra alternativa che la revoca. Nel centrodestra non siamo tutti uguali…”, rimarca a l’Immediato il giovane Iacovangelo, che è dopo Max Di Fonso e lo stesso Iaccarino il consigliere più suffragato dell’assise.

Del tutto contrari all’operazione salvataggio anche i Fratelli d’Italia col capogruppo Gino Fusco: “La sfiducia al presidente del Consiglio Leonardo Iaccarino, a latere di qualsivoglia rappresentazione, è priorità”, così replicano Giandonato La Salandra, coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia, e lo stesso Fusco. “L’opposizione di Palazzo di Città, nel comunicato odierno, tenta di sviare sul centrodestra il proprio atteggiamento ondivago tenuto nei giorni passati. È imbarazzante leggere quelle righe. La sfiducia al presidente Iaccarino è stata sottoscritta dall’intero gruppo consiliare di FdI, ed è stata politicamente avallata dalla segreteria provinciale. Non ci sono margini di discussione. Fratelli d’Italia andrà in aula e voterà nel senso di quanto sottoscritto”. “Non si possono accettare lezioni da chi, all’indomani della nota conferenza stampa, cerca di nascondere il malcelato tentativo di realizzare vecchi giochi di Palazzo. L’opposizione venga in aula e voti la sfiducia”, concludono i rappresentanti del partito di Giorgia Meloni, compatto e fermo sulla posizione già più volte rappresentata della sfiducia.

Come spiega un insider dell’amministrazione, la situazione è talmente compromessa, con le opposizioni già sul piede di guerra, che sarebbe difficile oggi giustificare una tenuta di Iaccarino, nonostante la presenza di alcuni eletti, come Pippo Cavaliere, che con la sua posizione solidale e la sua visita, si è mostrato come un “giano bifronte”, come lo appella qualcuno. “Pippo si vuole accreditare come il padre di famiglia, spera in una fulminea caduta dell’amministrazione Landella in modo da potersi riproporre come candidato sindaco”, è la lettura di un profondo conoscitore della politica.

Chi dopo Iaccarino? Si cerca una figura istituzionale e di esperienza e che vada bene a tutti i partiti. I nomi sono sempre gli stessi: Lucio Ventura, Francesco Morese, Concetta Soragnese e Raffaele Di Mauro. Landella vorrebbe porre su quella poltrona Bruno Longo per neutralizzare il suo ruolo politico in aula. Ma l’ex assessore di Agostinacchio spera ancora in un rientro in Giunta di Claudio Amorese. Nei giorni immediatamente successivi alle pistolettate di Iaccarino ha fatto da garante tra Landella e il presidente del Consiglio. I suoi rapporti con il sindaco sono molto migliorati. “Come presidente del Consiglio snaturerei la mia indole, potrei dettare l’agenda dei temi da trattare in aula, ma non potrei seguire i lavori in commissione e nei vari passaggi consiliari”, ci confida Longo. In realtà si punta, in osservanza dello Statuto, ad un ufficio di presidenza nel quale inserire oltre al presidente, al vice, un delegato del sindaco, che potrebbe essere proprio Longo.

Se il centrodestra non troverà un accordo, come seconda opzione c’è sempre pronto Giulio Scapato o in subordine Giovanni Quarato che qualcuno vedrebbe bene come presidente del Consiglio così da liberare la presidenza della Commissione Territorio che molti vedrebbero diretta dall’ex assessore all’Urbanistica Ciccio D’Emilio. La poltrona da presidente del Consiglio si incastra anche con altri dinamiche. Prima fra tutte quella della Lega, dove potrebbe essere sacrificata Raffaella Vacca per la sua vicinanza all’ala salviniana ormai invisa al nuovo segretario regionale Roberto Marti. Anche nei Fratelli d’Italia qualche casella potrebbe mutare. L’assessore Matteo De Martino, stanco di una delega troppo complessa, preferirebbe scattare in aula; una sua destituzione a favore di Fusco o Erminia Roberto all’Ambiente gli aprirebbe da primo dei non eletti lo scranno comunale.





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