La battaglia contro il Covid e i progetti per il centenario di Don Uva, Universo Salute: “Potenziamo servizi e cediamo sede Potenza”

di Alfredo Nolasco*

Ci lasciamo alle spalle un anno complicato, che come tutti sappiamo, ha messo a dura prova l’intero sistema sanitario. Anche per quanto concerne l’Opera Don Uva, la pandemia ha avuto ripercussioni sui programmi preposti: non è stato affatto semplice gestire le ondate di contagio soprattutto se pensiamo alla fragilità di numerosi ospiti, già affetti da pluripatologie, risultati positivi al virus. Non è stato semplice gestire le fasi più cruente a ranghi limitati, facendo a meno di personale medico e infermieristico costretto alla quarantena, se non addirittura colpito dal virus. Nonostante tutto ciò, Universo Salute ha accettato la sfida contro un nemico invisibile e l’invito da parte delle Asl alla collaborazione sul fronte della gestione delle emergenze in Puglia e in Basilicata: lo ha fatto con consapevolezza, grande energia e professionalità.

Tuttavia il 2020 non è stato caratterizzato solo da criticità, ma anche da effetti positivi, a cominciare dal consolidamento del concetto di “demanicomializzazione”: i grandi ospedali psichiatrici “Don Uva” si sono definitivamente trasformati in strutture long term care, cioè prevalentemente dedite alla cura e all’assistenza delle cronicità, oltre a proseguire le tradizionali attività, come la riabilitazione post acuzie, degli acuti e l’assistenza al malato terminale.

E proprio sui titoli di coda, il 2020 ha regalato ad Universo Salute il consolidamento di due importantissimi risultati. In primis la riconversione dell’ex Istituto Ortofrenico in Struttura Specializzata per la Riabilitazione delle persone con diversa abilità neuropsicosensoriale, che si avvia verso la sua completa realizzazione. Anche questa è un’importante svolta, che permetterà di implementare sul territorio un tipo di approccio alle persone con diversa abilità completamente innovativo, basato sull’impegno teso a sviluppare le facoltà specifiche di ogni persona diversamente abile, superando l’ottica meramente assistenzialistica e mirando alla massima valorizzazione della dimensione personale, tramite percorsi di ottimizzazione delle facoltà neuropsicosensoriali, oltre che di integrazione nei circuiti sociali, lavorativi culturali.

Altro fiore all’occhiello per l’Opera Don Uva è rappresentato dall’accreditamento istituzionale della Struttura di Medicina generale per Acuti, che costituisce un obiettivo strategico fondamentale, proiettando la dimensione ospedaliera dell’istituzione ad un livello di maggior flessibilità assistenziale, perfettamente in linea con l’evolversi della tipologia della domanda di salute proveniente dal territorio.

Infatti, una moderna organizzazione dell’Assistenza Sanitaria per acuti, basata sul concetto di rete Hub and Spoke, vede nei Reparti di Medicina generale per acuti uno strumento fondamentale per la gestione della stragrande maggioranza dei pazienti, affetti da patologie complesse, spesso multiple, acute e croniche riacutizzate, capace di favorire la funzionalità delle “reti tempo dipendenti”, finalizzate al trattamento di specifiche condizioni ad immediato rischio di vita. Tale dimensione proietta Universo Salute in un ambito ricco di sfide, capaci di integrare le proprie strutture nel circuito della rete assistenziale per acuti, costituendo l’occasione per il raggiungimento di traguardi sempre più orientati verso l’eccellenza scientifica e la qualità assistenziale, umana e relazionale.

Questi grandi traguardi vengono raggiunti dopo un lungo percorso, denso di speranza e di impegno, scaturito da una programmazione strategica mirata a favorire un’offerta assistenziale sempre più articolata e volta all’eccellenza scientifica ed organizzativa, cornice di riferimento per il raggiungimento di futuri obiettivi di crescita e di sviluppo.

In particolare, va sottolineato che la riconversione degli istituti ortofrenici, rappresenta il culmine di un processo di riconversione durato oltre 20 anni, uno dei più imponenti a livello europeo. Laddove c’era il manicomio oggi c’è la cittadella della cronicità, della disabilità, della riabilitazione, oltre che dell’assistenza al malato terminale.

Ma l’attualità si caratterizza anche per un’altra priorità che riguarda il personale: la questione dei contratti. La proprietà, attraverso le recenti dichiarazioni dell’AD Paolo Telesforo – per il quale la salvaguardia dei posti di lavoro ha sempre rappresentato un fattore imprescindibile – riconosce i sacrosanti diritti dei lavoratori, al punto di schierarsi “dalla loro parte”, oltre che al fianco dei sindacati, a loro volta vicini all’azienda, con un apporto e un dialogo costruttivi (in particolare a Potenza) proprio nei recenti, difficili contesti.

La chiave del problema potrebbe teoricamente configurarsi in una sorta di risoluzione “fifty-fifty” tra Azienda e Regione Puglia, ma che ad oggi avrebbe potuto riguardare solo una parte del personale (esclusi i dipendenti delle Rsa e post acuzie), mentre l’intento della proprietà è ben lontano dal delineare lavoratori di serie A e B. Di qui la scelta di congelare pro tempore la questione in attesa degli sviluppi del dialogo con la Regione Puglia, per giungere ad un’unica soluzione plausibile: la garanzia di un contratto degno per tutti i lavoratori, senza distinzione alcuna. Buoni propositi supportati da un fatto emblematico: nonostante le note difficoltà emerse tra maggio e giugno scorsi, così come ad ottobre e novembre, l’AD Telesforo non ha mai accettato l’idea di usufruire della cassa integrazione, almeno per le strutture pugliesi. Totalmente diversa, d’altro canto, la situazione in Basilicata, laddove la Proprietà ha dovuto applicarla, giocoforza, quantomeno ad un gruppo limitato di dipendenti. Nel frattempo Universo Salute ha provveduto a “scorporare” la sede di Potenza, retta dal vicepresidente esecutivo del Gruppo, l’avv. Luca Vigilante, rendendola intanto autonoma, restando in attesa del trasferimento delle autorizzazioni di accreditamento. Al netto di uno staff dirigenziale di ottimo livello, permane il problema di un’assoluta mancanza di sintonia con la Regione Basilicata. Non si capisce ancora come, a distanza ormai di anni, la nuova proprietà del “Don Uva”, rivelatasi oggettivamente in grado di salvaguardare centinaia di posti di lavoro, venga ancora inquadrata come una sorta di “avversario” da gestire. E’ ovvio che su queste basi, Universo Salute ribadisca la propria volontà di cedere, se pure a malincuore, la propria sede lucana.

Intanto l’AD Paolo Telesforo, come sua abitudine, dopo aver riportato la barra a dritta attraverso nuove competenze e solide garanzie, con la collaborazione di un top management di indiscusso valore, continua a guardare al futuro, dettando tempi e strategie, mosso ab origine forse dalla stessa lucida follia che nei tempi passati aveva animato il fondatore Don Uva. In programma, per il nuovo anno, il completamento delle sedi di Bisceglie, Foggia e della stessa Potenza, con il chiaro intento di indossare l’abito migliore in vista del fatidico 2022, l’attesissimo anno del centenario della fondazione dell’Opera e della Congregazione delle Ancelle della Divina provvidenza: una tappa ormai imminente, ricca di significati, a cominciare dal rilancio dell’immagine del Fondatore Don Pasquale Uva, per finire alla definizione di svolta irreversibile dell’Opera rispetto al passato. Come dire che proprio nel 2021, dopo quasi un secolo di vita, per l’ex “Casa Divina Provvidenza”, oggi “Universo Salute”, il futuro sta per cominciare, a coronamento del livello di indiscussa eccellenza ormai raggiunto nel panorama della sanità pugliese.

*Responsabile Relazioni Istituzionali – Universo Salute





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