“Rallentare contagi Covid o si bloccano ospedali”, allarme in Puglia. Nel Foggiano 118 in affanno: “Non possiamo reggere così per mesi”

Lopalco: “C’è un limite dato dal numero di anestesisti, che non ce ne sono e in 6 mesi non se ne formano”

“Il Covid blocca il sistema sanitario: oggi abbiamo oltre 1200 persone ricoverate e 140 in terapia intensiva. Se non blocchiamo il contagio e raddoppiano i numeri avremo 300 persone in terapia intensiva, significa che per poter gestire i pazienti Covid dovremo bloccare le sale operatorie”. Lo ha detto il professore Pierluigi Lopalco, assessore in pectore alla Sanità della Regione Puglia, sottolineando che “c’è un limite dato dal numero di anestesisti, che non ce ne sono” e “in 6 mesi non se ne formano”. Al “di fuori di quel limite dobbiamo bloccare l’attività ospedaliera”, ha ribadito.

Intanto i pronto soccorso continuano ad essere intasati per l’iper afflusso di pazienti, in particolare al Riuniti di Foggia, che per il suo ruolo di “hub” dell’emergenza continua a presentare le criticità maggiori. I pazienti, infatti, stazionano nel “repartino” – dove cominciano ad essere trattati – in attesa del ricovero anche nelle strutture territoriali della rete. La penuria di disponibilità crea inevitabilmente code di sistema e strozzature nei flussi.

Una situazione critica che sta determinando effetti negativi anche nel sistema dell’emergenza-urgenza. Gli interventi della sola Sanitaservice Foggia, società strumentale dell’Asl, sono più di 150 al giorno. Se si considerano i tempi di attesa per la disponibilità di posti letto e le procedure di sanificazione dei mezzi nell’apposito hub, ogni ambulanza perde diverse ore di disponibilità al giorno: questo significa che si riducono le possibilità di intervento durante la giornata e non si può garantire la piena disponibilità h24. Per fortuna, prima della seconda ondata sono state attivate 4 postazioni aggiuntive, che per il momento riescono a compensare le latenze.

Ma l’emergenza è dietro l’angolo. Se il trend continuasse ad essere stabile, il sistema non potrebbe reggere a lungo. Già ora, peraltro, si viaggia a ritmi vertiginosi per i Dpi: vengono utilizzate circa 400 tute al giorno e 25mila mascherine al mese. A ciò si deve aggiungere la difficoltà, in caso di positività e isolamento degli operatori, di sostituire il personale: attualmente ci sono solo 40 figure “jolly” pronte a subentrare. “Ci sono alcune postazioni che completano anche 10 interventi al giorno, un numero impressionate che sta mettendo a dura prova la tenuta del personale – ci viene riferito -. Con questi ritmi, non si può reggere per mesi”.





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