Mafia Foggia, la sponda politica della cosca. “Pinuccio ti fa passare subito quel fatto”. Gip: “Accordo per le elezioni su richiesta del consigliere regionale”

Il controllo dei voti dei Delli Carri nelle carte dell’operazione “Grande Carro”. Ecco le intercettazioni pubblicate nel lungo documento firmato dal gip De Benedictis. Spunta Lonigro

“Il sodalizio mafioso, oggetto della presente attività di indagine, si attivava anche in occasione delle elezioni tenute, nel maggio 2014, per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Foggia, su richiesta dell’allora consigliere della Regione Puglia Giuseppe Lonigro“. Questo uno dei passaggi più sorprendenti dell’ordinanza cautelare “Grande Carro” (gip De Benedictis), blitz di DDA e carabinieri del Ros messo a segno ieri nel capoluogo dauno. Oltre 1100 pagine sugli affari della cosca Delli Carri (costola della batteria della Società Foggiana, Sinesi-Francavilla) che si sarebbe infiltrata anche nel mondo della politica locale nel tentativo di pilotare le elezioni amministrative del 2014 e le Regionali del 2015.

“L’impegno assunto – scrive il gip – era funzionale, in un’ottica sinallagmatica, cioè tesa ad ottenere agevolazioni nell’erogazione dei finanziamenti comunitari, in materia agroalimentare, veicolati per il tramite della Regione Puglia. Premesso ciò, in considerazione della contiguità dell’imprenditore Antonio Forte con i vertici dell’associazione mafiosa investigata, il 24 maggio 2014, Aldo Delli Carri, detto “Gianni”, raccomandava a Forte di votare per tale Rinaldi Rosario (non fu eletto, ndr), appartenente alla lista elettorale “Lavoro e Libertà”, collegata al candidato sindaco Leonardo Di Gioia. Chiedeva, inoltre, di estendere analogo invito al figlio Donato Matteo Forte, legale rappresentante della società “Tre F Società Cooperativa Agricola”.

L’intercettazione: “…Don Antonio ti ricordi che domani si vota? ..Glielo hai detto pure a Donato e insomma in famiglia? Ti raccomando Anto’!Il fac simile, ce l’hai avuto già come si vota? Insomma la crocetta su Leonardo Di Gioia, la crocetta su “Lavoro e Libertà”… e Rinaldi affianco… devi scriverlo a penna Rinaldi… diglielo pure a Donato, tutti quanti!”

Per i giudici “non vi è dubbio che il sodalizio dei Delli Carri si sia attivato in occasione delle elezioni tenute, nel maggio 2014, per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Foggia, su richiesta dell’allora consigliere della Regione Puglia Giuseppe Lonigro, impegno parimenti registrato anche per le elezioni previste per il rinnovo della Regione Puglia del maggio 2015″.

“Il 3 gennaio 2014, il consulente Angelo Lo Drago comunicava a Aldo Delli Carri di essere fiducioso dell’approvazione della sua pratica di finanziamento atteso che già in Regione li avevano favoriti, avendola fatta passare avanti (“…senti, io so che ci sono delle, delle buone probabilità, perché io ho parlato, prima di Natale, però stava incasinato il funzionario, disse che, perché ci sono stati parecchi scorrimenti, mo, non mi ricordo più dove sono arrivati, già, mi disse che era intenzione della, dell’amministrazione, perciò, volere politico, di fare andare a scorrimento totale la graduatoria …questo significa che entreremo anche noi, mo, al di là della posizione in cui stiamo, e perché …comunque l’hanno fatta già scorrere per un po’, e io mi ero ripromesso proprio di andare a vedere questa storia, lui, disse il funzionario, disse, chiamami, vienimi a trovare dopo, dopo le feste, dopo ste feste, vediamo un poco come, così gli dico più o meno i tempi!”)”.

Al termine della conversazione telefonica intercettata con il consulente Angelo Lo Drago, Antonio Andreano metteva a disposizione di Aldo Delli Carri l’aiuto che l’allora consigliere della Regione Puglia avrebbe potuto fornire per l’approvazione della pratica di finanziamento, in cambio di un sostegno elettorale, dicendo: “Allora… prendiamo la fotocopia della pratica… Pinù vieni un po’ di qua… Pinù… prendi questa pratica… prendi questa pratica… vedi che devi fare… che qui c’è un bacino di voti… ce lo dobbiamo dire… perché ogni volta che si è messo candidato… ci ha mandato l’sms e lo abbiamo aiutato… cioè non c’è bisogno che lo deve dire lui! .. quello sta all’assessorato della Regione… ..inc.. all’assessorato… allora tiene la quota sua… hai visto come ti disse… volere potere politico… ah… e mo’ il politico nostro deve dire qua il mio volere che questo ci dobbiamo dare l’affare… ognuno tiene la sua… allora là se le spartono le cose, ognuno la sua quota e a lui glielo devono dare perché tiene ancora la forza là dentro… sfruttiamolo finché sta! .. hai capito bene… e Pinuccio ti fa passare subito quel fatto… o no? .. io poi… pure di Alberico ce l’ho approvata… e uno ..inc.. sono venuto ..inc.. ho detto di no perché… c’era l’ampliamento ..inc.. e non ho l’accettato… o quello o quell’altro… mi è convenuto accettare l’ampliamento è sicuro… mi hanno trovato la pratica… hai capito? però tu sei entrato prima di mio figlio… e tieni proprio il mazzo comunque eh…”

Successivamente Aldo Delli Carri confidò ad un avvocato di aver presentato un progetto per un finanziamento pari a 1.200.000 euro alla Regione Puglia, presso cui “avevano” entrature fiduciarie, attesa l’amicizia con l’allora consigliere della Regione Puglia Lonigro, dicendo: “…Io sto….vedi cosa mi hanno approvato a me… io ho una pratica di un milione e duecentomila euro di un capannone… approvato…loro sono i miei…..quelli che mi stanno guidando…..l’hanno fatto approvare…tutto….però poi ti spiego come funziona questa cosa qua…io me lo sono fatto fare da Lo Drago che non scherza…sta messo bene…però tutti questi qua.. Cassandro…coso….noi li prendiamo e li…. perché noi là stiamo messi bene alla Regione…alla Regione Puglia… e noi conosciamo a Pino Lonigro .. e questi qua…adesso dobbiamo pressare un poco…sulla velocità di erogazione…questo progetto qua… e lo so… noi con Pino siamo… amici …”

“Un candidato ce l’ho pure, un bravo ragazzo…”

Sempre stando all’ordinanza del gip, nel gennaio 2014, Andreano avrebbe chiesto ad Aldo Delli Carri di trovare un candidato per le prossime consultazioni elettorali, richiesto da Lonigro da cui era stato chiamato poco prima. Era, inoltre, fiducioso di avere il necessario e congruo sostegno elettorale, perché “la famiglia era grossa” e diceva: “Allora. mi ha chiamato Pino Lonigro, che ho parlato del fatto tuo… domani pomeriggio dobbiamo incontrarci, dobbiamo vedere se riusciamo a mettergli un candidato… io un candidato ce l’ho pure… un bravo ragazzo, laureato, tutte cose.. in gamba…. famiglia pulita, la famiglia è buona. Tu poi hai il pacchetto tuo, pure? Ce l’hai il tuo pacchetto? Perché la famiglia è grossa… questa è la forza che noi abbiamo con Pinuccio, con te…”

“Sa parlare bene, poi lo comandiamo noi pure”

Poi Aldo Delli Carri comunicava al coindagato Andrano – si legge sempre nell’ordinanza – di aver trovato la persona idonea da candidare in occasione delle elezioni per il Comune di Foggia. Si trattava, appunto, di Rinaldi Rosario che sarebbe stato alle loro dipendenze, dicendo: “… Allora ho organizzato per domani…di pomeriggio… ci organizziamo con Peppino Lonigro con questa persona…una persona che ci può dare tantissimi voti e molto credibile e sa parlare bene… Rosario Rinaldi…Rosario! … sa parlare bene…sa parlare l’inglese benissimo…è in gamba… è un giovane in gamba…mo l’ho pensato…ma poi lo comandiamo noi pure… pure per quel fatto là… o no… però gli dobbiamo fare prendere i voti… se no facciamo la figura di merda…”.

“A noi del Comune c’interessa poco quanto niente! C’interessa la Regione Puglia”

In una intercettazione dell’aprile 2014 – riporta l’ordinanza -, ecco come si esprimeva Aldo Delli Carri per spiegare ai conoscenti in sua compagnia l’illecito rapporto di tipo sinallagmatico instaurato con l’allora consigliere della Regione Puglia Lonigro, in funzione degli interessi economici del sodalizio mafioso di appartenenza, nello specifico settore agroalimentare, dicendo loro: “… Si, questo era Pino Lonigro!… che sta alla Regione Puglia… però… in poche parole… questo qua… è Pino Lonigro… questo che ho parlato adesso… hai capito chi è Pino Lonigro, Loredà? … sì… ma a noi… a noi non ci… a noi ci serve perchè noi dipendiamo dalla Regione Puglia… noi dipendiamo da Bari… allora, questo qua sta a stretto contatto con Vendola… sta a stretto contatto…a noi ora ci serve…hai comunque la Regione Puglia che manda i soldi…poi per esempio…per esempio…no, lascia stare per il Comune… a noi del Comune c’interessa poco quanto niente! a me m’interessa la Regione Puglia… la Regione Puglia… noi c’abbiamo… arrivano i soldi… per l’agricolturadove stanziano un sacco di soldi…”

E ancora: “Siccome noi c’abbiamo sti personaggi… allora io lo faccio per lui, hai capito? lui si è affidato a me… ha detto… trovami due persone… io gliele ho trovate… lo voglio tenere vicino… però la pratica che io ho consegnato adesso di un milione e duecentomila euro che sto facendo… questo qua me l’ha presa da sotto e me l’ha messa sopra… cioè la mia pratica è già pronta per dire…a noi… mi serve questo… che quando vado là c’ho carta bianca, poi… Pino Lonigro sta… all’amm… all’amministrazione della regione… cioè hai capito?… sì, ma noi al comune c’interessa poco. a noi c’interessa la regione, hai capito? che ce ne frega del comune…no… allora tu forse non hai capito niente. a noi del Comune di Foggia non ce ne frega niente… alla regione, hai capito? quello m’interessa a me…poi… se… il comune…ehm sì, ma lui vuole voti… lui…lui fa qualche cosa per noi? noi dobbiamo fare qualche cosa per lui? arrivano i voti al partito suo, hai capito? … che me ne frega… destra, sinistra… Antò, qua devi fare i fatti tuoi!… cioè non sarà ne…nessuno…comunque è un consigliere della Regione Puglia…e…il ps…Psr… piani di sviluppo agrario… ma fanno pratiche da due tre milioni. Lui stesso mi ha detto “non la potevi fare da due da tre milioni”.

I voti dagli stranieri comunitari

Occhi puntati anche sui voti che sarebbero potuti arrivare dai cittadini stranieri. “Cioè uno che ti chiama… un consigliere che ti chiama al telefono…per… mica è l’ultimo arrivato questo. Perché io mo’ gli faccio credere che…cioè gli faccio credere… devo fare…ora ho detto finanche… ho detto Pino, mo’ prendiamo… la cosa positiva lo sai qual è? che… possono votare i comunitari… cioè i dipendenti comunitari…cioè hai capito quanti stranieri c’ha? allora solo Ippedico (uno dei colletti bianchi arrestati, ndr) ce ne ha trecento… un’altra sessantina ce l’ha Tonino… un altro centinaio ce l’ha… e…quello stupidone di… insomma tutte… tutte queste cooperative…gli extracomunitari no… però i comunitari sì. Allora io già me lo sono studiato questo fatto qua… e perciò ho acceso la lampadina… ha detto “mi hai dato un’ottima idea…” ha detto “così accocchiamo subito cinquecento voti… veloci… più tutti i familiari… i parenti e tutti gli amici che insomma… io …io volevo…io inizialmente…però non volevo… lo sai perchè non l’ho fatto? Io lo potevo fare perché… però lo sai perché non l’ho fatto? Perchè mi sentivo strumentalizzato… cioè alla fine io servo solo per portare i voti a loro…invece io che ho fatto .. che ho pensato… io ho messo la persona…no una testa di legno, perchè poi alla fine prende pure lo stipendio. Io ho messo una persona di mia fiducia che farà quello che ci diciamo noi…però io sono l’organizzatore… quello Rosario come… come dialettica è bravo… sa parlare… sa parlare bene! E poi… poi Rosario è un amico… poi Rosario è ancora di più… è l’amico di tutti… a Rosario lo vogliono bene perché è buono…Di Gioia!…”

“Al termine del programmato incontro – si legge ancora nelle carte dell’inchiesta -, Aldo Delli Carri, all’interno dell’autovettura monitorata BMW X3, riferiva che l’avviato impegno politico-elettorale gli fosse stato richiesto dall’allora consigliere della Regione Puglia Lonigro dicendo: “… Pinuccio è in gamba se no non arrivava dove è arrivato…nel suo regno… però a noi non ce ne frega niente… a noi oggi che cosa ci serve… ci serve lui… Pinuccio è uno che sa… si mette a disposizione… se te lo dico io, sono… sennò, si mette proprio a disposizione per me si mette a disposizione…mi… mi fa le cortesie che voglio le fa… e lui c’ha un potere unico… a Foggia è quello che vale di più…oh è consigliere regionale… sta alla Regione Puglia… che sa che io gli porto i voti! E gliene porto tanti, perché conosco …ehm, poi… subito si è messo in azione e ha fatto già i cosi per gli extracomunitari… perché a me subito mi è venuta l’idea… ho detto Pinù stai calmo… noi, se possiamo fare qualche cosa… Rosario prende un sacco di voti, in poche parole, io mi sono preso una responsabilità …ha detto Pino… ha detto…”Gianni mi serve una persona che dobbiamo portare i voti!…”…”al partito…” allora tutti quanti, stavamo ad una riunione tutti gli imprenditori agri… parecchi imprenditori agricoli e cose, tutti quanti tutti… guardavano a me… perché io conosco un sacco di amici…”

EMILIANO: “REGIONE PUGLIA SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE”

“La Regione Puglia si costituirà parte civile, non appena sarà esercitata l’azione penale, sostenendo convintamente l’impianto accusatorio della Procura, per recuperare le eventuali somme illecitamente incamerate dal presunto sodalizio criminoso; somme per le quali l’Amministrazione aveva già adottato provvedimenti di revoca”: lo dichiara il presidente Michele Emiliano con riferimento alle notizie di stampa in merito all’esecuzione di misure custodiali carcerarie, tra gli altri, di tre funzionari regionali, che rispondono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno della Regione per l’illecita acquisizione di fondi comunitari riferiti alle programmazioni delle precedenti amministrazioni, 2000/2006 e 2007/2013, nonché di corruzione. “Ringrazio gli organi inquirenti per la proficua attività investigativa svolta e per aver fatto luce su questa grave vicenda”, conclude il presidente Emiliano.

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