“Chiusura delle strade a rischio assembramento, tavoli per 6 nei locali. La scuola va avanti in presenza”. Conte presenta il nuovo Dpcm agli italiani

Emergenza Coronavirus, il presidente del Consiglio in conferenza stampa da Palazzo Chigi sulle ultime disposizioni del decreto anticontagio. Ristorazione, istruzioni, Pa: ecco cosa cambia

“I sindaci potranno chiudere dopo le 21 vie e piazze a rischio assembramenti. Tutte le attività di ristorazione potranno restare aperte dalle 5 alle 24 con consumo ai tavoli. Somministrazione fino alle 18 in caso contrario”. Così ha esordito il premier Conte presentando il nuovo Dpcm anticovid agli italiani.

Ok all’asporto fino a mezzanotte. Senza vincolo le consegne a domicilio. “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”. Poi le sale gioco che potranno restare aperte fino alle 21.

Punto cruciale, l’istruzione: “La scuola continua in presenza – ha detto il premier -. Per le superiori saranno favoriti modelli flessibili con ingressi degli alunni alle 9 e, se possibile, turni pomeridiani. Previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza”.

Sarà vietato lo sport di contatto a livello amatoriale. E non saranno consentite gare e competizioni di attività dilettantistiche di base”.

Inoltre, vietate sagre e fiere locali. Sospesi congressi e convegni, salvo le modalità a distanza. E nelle pubbliche amministrazioni si potranno organizzare riunioni solo online. Poi le palestre: “Ci saranno controlli per verificare se sospenderle o meno”.

Insomma, nessun lockdown, “non possiamo permettercelo” e niente coprifuoco dalle 22. Il premier spera nel senso di responsabilità degli italiani, chiamati a rispettare alcune semplici regole: mascherina, lavaggio mani e distanziamento sociale.

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