Il gruppo social “Foggia non si Lega” diventa un comitato civico. “Libereremo la città dalla gestione familistica”

Il gruppo social che conta 4.800 membri si è dato una struttura diventando un comitato civico dal nome “Società civile”. Coordinati dal leader Francesco Strippoli alcuni partecipanti attivi si sono già incontrati

Per non disperdere la grande energia e la partecipazione del gruppo social, “Foggia non si Lega”, che conta 4.800 membri ed è nato all’indomani dell’adesione del sindaco Franco Landella alla Lega poco meno di un mese prima del voto delle regionali del 20 e del 21 settembre, si è dato una struttura diventando un comitato civico dal nome “Società civile”.

Dopo la manifestazione Sleghiamoci Foggia e le accuse del primo cittadino sul palco insieme a Salvini quando li ha additati come “quattro gatti comunisti”, i giovani e cittadini non potevano rimanere solo sulla piazza virtuale. Molti di loro si sono già incontrati per dare una organizzazione al loro movimento.

Molto orizzontale, democratico, libero e apartitico, nonostante ben schierato politicamente in termini anti razzisti e anti leghisti, il comitato si propone come scrivono gli amministratori, tra cui primeggia in posizione leaderistica il giovane cooperante Francesco Strippoli, di “liberare Foggia da questa gestione familistica e privatistica ormai divenuta asfissiante”. L’idea è quella di costruire una adesione larga che possa quindi dire la propria sulle prossime amministrative e che possa scuotere quanti sono contro l’amministrazione Landella. Il loro primo banco di prova è stata già la loro presenza nella preghiera silenziosa per il tabaccaio ucciso dalla criminalità Francesco Traiano.

“Invitiamo gente, contiamoci, manifestiamo il nostro dissenso a questo continuo svilimento della nostra città. Foggia non ha votato un Sindaco della Lega Nord, e non accetta di essere “consegnata” a Salvini. La nostra protesta mira esplicitamente alle dimissioni di Landella ed alla fine anticipata di questa malamministrazione”, osservano sui social.

La road map è chiara. Anzitutto si eserciteranno in un controllo serrato sull’amministrazione locale, poi proporranno delle azioni politiche e infine mirano ad una partecipazione attiva e democratica alla vita della città. Citano l’articolo 4 della Costituzione.

“Ogni cittadino ha IL DOVERE di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della Società”





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