Regionali 2020, guerra aperta tra Gatta, Cera e Di Gioia. Mentre l’azzurro Iaccarino sceglie Emiliano e i pizzarottiani

Leo Di Gioia è passato dal patto con Cecchino Damone a quello con i Caposiena. Rosa Carolina Caposiena infatti sta facendo campagna per lui. “È l’unico politico in Capitanata che ha una visione”, dice senza mostrare alcun dubbio.

Regionali 2020, è guerra dentro Forza Italia tra i soli 3 uomini. Incerto il risultato tra il vicepresidente uscente Giandiego Gatta e Leonardo Di Gioia, con Napi Cera desideroso di stupire dopo la sua “campagna elettorale tra la gente”. L’avvocato sipontino, dopo la rottura del ‘patto del Golfo’, rischia di perdere molti consensi: alcuni insiders di Forza Italia scommettono che arriverà solo secondo, se non terzo. Questo è l’elemento che potrebbe dare ossigeno ai competitor. 

C’è da credere a questi portatori di voto? Chissà. Di certo a Cerignola Tea Demonte farà votare per Gatta coloro che vorranno esercitare sulla scheda la doppia preferenza. Su Manfredonia l’avvocato dovrebbe aver trattenuto almeno un terzo dei consensi di 5 anni fa. E a Vieste è ancora molto forte. Ma c’è chi giura che sia Cera sia il figliol prodigo del centrodestra Di Gioia, potranno ben dire la loro.

Ne sono convinti i sanseveresi. Leo Di Gioia è passato dal patto con Cecchino Damone a quello con i Caposiena. Rosa Carolina Caposiena infatti sta facendo campagna per lui, come fa sapere a l’Immediato. “È l’unico politico in Capitanata che ha una visione”, dice senza mostrare alcun dubbio.

Napi Cera da par suo ha fatto una campagna elettorale molto aggressiva. Stasera l’avvocato, musicista e amante dell’arte, Francesco Paolo Sisto sarà di nuovo a San Marco in Lamis a chiudere con un comizio la sua campagna, il tutto nel rigoroso rispetto delle norme anti-covid.

Questa campagna elettorale è stata molto dura”, il commento di Cera. “Le norme anti – covid mi hanno costretto a viverla diversamente dallo spirito che è proprio di questi momenti. Questo, però, non mi ha impedito di toccare, ancora una volta, con mano i problemi che attanagliano la nostra Capitanata, acuiti da cinque anni di amministrazione Emiliano”, continua Cera.

La gente mi chiede un cambiamento radicale, chiede un rappresentante valido affinché questo territorio possa essere degnamente difeso e valorizzato. Sono sicuro che domenica e lunedì il voto darà forza a queste istanze e finalmente la provincia di Foggia e la Puglia potranno avere un governo all’altezza delle sfide che ci aspettano”.

Intanto dentro Forza Italia c’è chi pur restando nel simbolo appoggia lo schieramento avverso. È il caso del presidente del Consiglio foggiano Leo Iaccarino, che ha fatto sapere a tutti gli amici di votare secco per il cugino Rosario Cusmai e anche per Michele Emiliano.

Un bel colpo per il pizzarottiano se si considera che la sua elezione è in bilico per la concorrenza della lista CON di Antonio Tutolo e che Leo Iaccarino è stato chiamato da Lucio Tarquinio per una candidatura nel centrodestra ed anche Bruno Longo sperava in suo sostegno. Il vigile del fuoco preferisce non rispondere quando lo si chiama, ma il suo entourage fa sapere di aver messo su una vera e propria macchina da guerra per il segretario di Italia in Comune.

Il patrimonio elettorale del Presidente del consiglio comunale di Foggia è qualcosa che si aggira intorno ai 3500 voti, se solo si pensa a ciò che ha prodotto alle primarie dello scorso anno”, dicono i suoi più ferventi ammiratori. “Per Michele Emiliano si tratterebbe di un bottino molto ghiotto, non solo per l’importante valore aggiunto di Leo, ma soprattutto perché lo stesso Iaccarino sarebbe il collante tra Landella e lo stesso Emiliano qualora non dovesse essere eletto Fitto”. Insomma Iaccarino rappresenta un po’ la ciambella di salvataggio di Landella, se le cose in Lega si metteranno male.





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