Filiera etica e integrazione in provincia di Foggia. Aziende in prima linea nella lotta al caporalato, si espande la rete “NoCap”

La “mission” della OP Principe di Puglia: “Accogliere i lavoratori e le lavoratrici sfruttate e fare della nostra organizzazione di produttori fiore all’occhiello della Capitanata in materia di diritti”

“Parte oggi il nostro percorso con l’associazione 𝐍𝐨𝐜𝐚𝐩. Nella foto siamo con il presidente Yvan Sagnet, cavaliere della Repubblica e Francesco Strippoli, referente della Capitanata. Da oggi 𝐎.𝐏. 𝐏𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 si adopererà per combattere il caporalato, accogliere i lavoratori e le lavoratrici sfruttate e fare della nostra organizzazione di produttori fiore all’occhiello della Capitanata in materia di diritti”. Lo riporta l’azienda agricola sui social.

La Rete NoCap rimarca l’iniziativa sulle proprie pagine: “OP Principe di Puglia società consortile agricola srl è un’azienda fatta di giovani, con una grande preparazione e sensibilità sociale. Il loro modello aziendale ed i loro processi sono già perfettamente in linea a quelli che sono i principi di NoCap, espressi nella matrice multi-criteri del logo. Una realtà aziendale davvero fantastica e sarà un onore implementare il progetto di filiera etica certificata con loro”.

Nel progetto, tra le aziende capofila c’è la “Prima Bio” che qualche giorno fa ha presentato il nuovo van No Cap per il trasporto dei lavoratori stagionali che ogni giorno raccolgono nei nostri campi i pomodori biologici della prima vera filiera etica contro il caporalato “Sinergie tra braccianti, imprenditori e distribuzione organizzata è possibile. Ora a te, consumatore, la libertà di scegliere”, scrivono dall’azienda.



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