Non c’è pace per Matteo Ciavarella, dipendente del Consorzio. Il caso dell’acqua gialla a Palude Lauro che sfocia nel Lago di Lesina

“Neanche un animale si lascia in quelle condizioni, in quel posto non si fa nulla, quella riservata a mio marito è una punizione vera e propria”, la denuncia della moglie

Continua la personale odissea lavorativa di Matteo Ciavarella, il dipendente del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, che aveva denunciato di assenteismo i suoi colleghi. Ciavarella è stato nuovamente distaccato nella struttura di Palude Laura a Lesina. Nel periodo di lockdown l’uomo, stando ai suoi racconti e a quelli della moglie, avrebbe subito altre angherie.

Ma la cosa più grave è stata l’acqua. Mentre dappertutto nel mondo le acque per la quarantena sono diventate pulite, a Palude Lauro Ciavarella si sarebbe trovato di fronte ad uno strano caso di acqua gialla, che fuoriusciva dal rubinetto.

“Neanche un animale si lascia in quelle condizioni, in quel posto non si fa nulla, quella riservata a mio marito è una punizione vera e propria: non dovrebbe comportarsi così un ente come il Consorzio. Lo hanno inviato in un posto dove non c’è nulla neanche la cassetta del pronto soccorso. Poi sempre guardato a vista, se mio marito non sta bene o gli succede qualcosa come si fa? Non c’è nemmeno una segnaletica che indica il luogo: il posto è introvabile”, osserva la signora a l’Immediato.

Sulla questione dell’acqua si sono mossi anche i sindacati che avevano chiesto all’amministrazione consortile di poter visionare gli atti, relativi alle analisi effettuate dagli organi competenti. La preoccupazione che le analisi non fossero in linea all’uso previsto hanno preoccupato i sindacati. “Il rischio è possibile se la qualità dell’acqua esaminata non può essere destinata al consumo umano, per un eccessivo carico di batteri coliformi e quindi Escherichia Coli”.

Com’è noto, tali batteri provocano infezioni intestinali, riportando tali sintomi: vomito, diarrea a volte grave emorragia e dolori addominali, causando anche l’infenzione dell’apparato digerente, delle vie urinarie o di molte altre parti del corpo, in quanto le contaminazioni possono avvenire attraverso il contatto della pelle con l’acqua contaminata, appare chiaro che questo tipo di acqua può essere destinata solo ad uso irriguo e non ad uso domestico in quanto non potabile”, avevano scritto a maggio. Ebbene, le analisi ufficiali ancora non ci sono. Ma l’acqua continua ad essere gialla.





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