Foggia, 4 milioni per raddoppiare gli spazi del Polo medico. La sfida di Margaglione, neo direttore di Medicina clinica e sperimentale UniFG

“Non ho la bacchetta magica, servirà l’impegno di tutti. Per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo serve il lavoro di team. In questi 20 anni è stato fatto tanto, ma tanto c’è ancora da fare”

Quasi 4 milioni di euro per raddoppiare gli spazi del Polo medico entro il 2022. Gestione in house della Clinica odontoiatrica, con una sorta di passaggio del testimone dal predecessore Lorenzo Lo Muzio, inventore del ‘modello di successo’ e candidato rettore all’ultima tornata. Sono questi alcuni obiettivi del percorso in “continuità” di Maurizio Margaglione, neo direttore di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Foggia.

Il prof napoletano negli ultimi tempi ha dato man forte, con i laboratori gestiti al Policlinico ‘Riuniti’, nella lotta al Covid-19. Lo scenario inaspettato è stato un duro banco di prova per il suo gruppo di lavoro, alla vigilia della nomina accademica che ha messo tutti d’accordo (la sua era l’unica candidatura). Finora lo spettro d’azione s’era concentrato sulle malattie della coagulazione, metaboliche e sulla valutazione delle gravidanze a rischio; ora la partita si fa più complessa. Questo salto di qualità scientifico dovrà palesarsi anche nella qualità della didattica e della ricerca a Foggia, città che continua ad essere appetibile nella cerchia ristretta delle facoltà a numero chiuso.

“Servirà grande impegno – commenta a l’Immediato -, ho dato la mia disponibilità in una fase particolarmente critica, in cui bisogna ripensare molte cose. L’università dovrà fare la sua parte, migliorando la didattica e fornendo un apporto quantitativamente e qualitativamente adeguato all’attività di ricerca. Finora abbiamo lavorato bene, Lo Muzio ha avuto intuizioni importanti e la ricerca sta dando degni risultati in termini di trasferimenti grazie alla produttività elevata degli anni scorsi: finalmente avremo risorse adeguate per la crescita”.

Ma lo scenario non è del tutto roseo. La strozzatura tra l’Ateneo e il contesto economico locale continua ad avere un peso negativo, rendendo gli indicatori ministeriali particolarmente sfavorevoli. “Certo c’è la grande forza attrattiva dell’area medica, dove si continua a riscontrare una importante richiesta – commenta -, la domanda è sempre sostenuta. Solo che in Capitanata non ci sono molti partner su cui poter contare per lo sviluppo. Per questo diventa difficile formare gli studenti per il mondo del lavoro. Per esempio, nel nostro caso, qui non ci sono industrie farmaceutiche o società di sviluppo tecnologico per le attrezzature elettromedicali, solo per fare due esempi. Così la partita della competitività diventa più difficile”.

La nuova struttura, che sorgerà alle spalle delle palazzine già presenti a ridosso del perimetro dell’ospedale di riferimento del nord della Puglia, sarà l’infrastruttura su cui puntare per il salto di qualità, sempre che il reclutamento di nuovi cervelli diventi un faro su cui puntare già nel breve termine. Il rettore Pierpaolo Limone ha più volte annunciato la volontà di riportare a casa le menti che si sono contraddistinte nel panorama nazionale e internazionale.

“Non ho la bacchetta magica – conclude Margaglione -, servirà l’impegno di tutti. Per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo serve il lavoro di team. In questi 20 anni è stato fatto tanto, ma altrettanto c’è da fare per posizionare l’Ateneo e il Policlinico nel nuovo scenario che va configurandosi nell’era post Covid. Ho accettato la sfida per i prossimi 4 anni, sperando di riuscire a chiudere questi passaggi importanti, maturati durante anni di impegno e dedizione dei dipartimenti. Ora dobbiamo lavorare ancora più duramente, per evitare di depauperare il patrimonio costruito sinora”.