“I libri hanno le ali” nel carcere di Lucera: consegnati volumi destinati ai detenuti. La lettura in contesti fragili

L’iniziativa realizzata da Csv Foggia e Fondazione dei Monti Uniti. Visita alla cella storica in cui fu detenuto Giuseppe Di Vittorio

“I libri hanno le ali” è approdato nella Casa Circondariale di Lucera. Un nuovo tassello per l’iniziativa destinata alla promozione della lettura in contesti fragili, frutto dell’impegno della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, con la collaborazione del CSV Foggia.

Mercoledì scorso la donazione ha riguardato proprio il carcere di Lucera dove Pasquale Marchese, presidente del CSV Foggia; Roberto Lavanna, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione e Annalisa Graziano, responsabile dell’area “volontariato e giustizia” del CSV, hanno consegnato al funzionario pedagogico Simona Salatto, al comandante Daniela Raffaella Occhionero e all’assistente capo Raffaele Prencipe, in rappresentanza del corpo di Polizia Penitenziaria, romanzi, saggi, fumetti e testi in lingua straniera, così come indicato proprio dall’area trattamentale dell’Istituto. 

Aldo Ligustro

All’iniziativa, accolta con entusiasmo dal direttore Patrizia Andrianello, seguiranno progetti di educazione alla lettura ed altre attività di tipo trattamentale anche grazie all’Avviso straordinario pubblicato dal CSV Foggia per promuovere e sostenere progetti di volontariato.  

Cella Di Vittorio

“Si tratta di una delle iniziative – spiega il presidente del CSV Foggia, Pasquale Marchese – messe in campo dalla Fondazione dei Monti Uniti e dal CSV per perseguire l’obiettivo di valorizzazione del volontariato penitenziario. Il fine è quello di promuovere l’impegno dei volontari, contribuire al progresso civile e alla finalità rieducativa dell’esecuzione della pena e fornire, proprio attraverso l’associazionismo, un supporto concreto alla popolazione detenuta, con particolare attenzione ai ristretti con scarsi riferimenti familiari e affettivi. Proprio per andare incontro agli enti del terzo settore che, negli ultimi mesi sono stati particolarmente impegnati a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo deciso – d’accordo con la casa circondariale – di prorogare il termine di scadenza per presentare le proposte al 23 agosto prossimo, in modo da lasciare un po’ di tempo in più per la progettazione”. 

L’incontro è proseguito con una visita presso la cella storica in cui fu detenuto, nel 1921 e nel 1941 per diversi mesi, Giuseppe Di Vittorio, cerignolano, parlamentare antifascista, padre costituente della Repubblica, sindacalista fondatore della CGIL. Sulla porta della piccola, angusta stanza ancora con la finestra a ‘bocca di lupo’, è stata affissa una targa, per non dimenticare: “In questa cella fu ristretto Giuseppe Di Vittorio”. 

Le foto di corredo sono di Lello Pellegrino.





Change privacy settings