Regionali 2020, ci prova anche Alberto Casoria dei Gal. Va con Fitto e sfiderà l’eterno “nemico” Tutolo

La notizia non ha scaldato più di tanto Leo Di Gioia, che dei Gal e della loro riforma è stato un grande fautore insieme all’ex numero di CCIAA, Porreca

Mentre ancora impazza in Camera di Commercio a Foggia la polemica sul Gal Tavoliere da cui si è dimesso l’imprenditore cerignolano Onofrio Giuliano, in rotta di collisione con la sua ex organizzazione di categoria Confagricoltura e col suo ex delfino Filippo Schiavone, il presidentissimo dei Gal pugliesi, l’orsarese Alberto Casoria, ha deciso, dopo la lunga parentesi nel centrosinistra regionale via Leo Di Gioia, di ritornare nel centrodestra del candidato presidente Raffaele Fitto. Questa volta, però, non appoggia nessun candidato delle varie liste, non affida ad altri gli umori dei Monti Dauni, ma lavora in proprio, candidandosi e pesandosi autonomamente con il capo di Maglie.

“Carissimi amici tutti, volevo condividere con Voi la decisione presa di candidarmi alle elezioni del prossimo Consiglio Regionale con Fitto Presidente. Ho sempre servito la nostra Terra come Presidente dei Gal Pugliesi, spero di poter continuare in un ruolo diverso”, ha scritto a tutti i suoi contatti.

La notizia non ha scaldato più di tanto Leo Di Gioia, che dei Gal e della loro riforma dentro il sistema agricolo è stato insieme anche all’ex presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca un grande fautore. E non ha neppure preoccupato troppo chi ambisce a rappresentare quel pezzo di territorio, in particolare Rosario Cusmai con Italia in Comune e l’ex sindaco di Lucera Antonio Tutolo, che forse correrà in CON.

“Casoria è una potenza”, lo canzona qualcuno. Proprio Tutolo era stato travolto da un piccolo scandalo Gal Meridaunia, avendo partecipato da primo cittadino ad un bando per la ricettività con un suo immobile e oggi come contrappasso si ritroverà l’inossidabile Casoria contro nella campagna elettorale, come se quest’ultimo non avesse mai gestito nulla nel Subappennino.

Intanto, mentre Emiliano ha presentato la corazzata delle sue 14 liste, che solo in Capitanata comporterà la presenza di 112 candidati (contro i soli 40 o 48 o massimo 56 di Fitto), tra cui gli 8 candidati del brand Emiliano Sindaco di Puglia, rappresentato a Bari dalla fedelissima Patrizia Lusi (logo strappato proprio a Leo Di Gioia, che ancora detiene il nome del gruppo in consiglio ndr), cresce l’attesa per le civiche di Fitto. La prima, Fitto Presidente, è ormai dominata da una attivissima Annamaria Fallucchi e avrà nelle sue fila, come si sa, Paolo Dell’Erba, Alfonso Fiore, Marina Petroianni, Gianvito Casarella (e non Antonio Giannatempo, spostatosi in Fratelli d’Italia), Marco Camporeale, Cristiano Romani, Vincenzo Riontino.

Sulla seconda c’è ancora il silenzio. Di certo troverà posto qualcuno del rassemblement civico #laltracapitanata di Riccardi, Pezzano e gli altri, se il gruppo deciderà di oltrepassare il campo. Non è ancora chiaro se sarà della partita Max Di Fonso. Una cosa è sicura: l’incertezza e i veti incrociati dei maggiorenti del centrodestra nei confronti di questo e quel candidato (vedi il caso Di Donna) stanno calamitando verso il “popolo pugliese” di Emiliano molto personale politico.





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