Mercato ittico del Golfo, scontro totale tra gli ex amici Riccardi e Campo. “Qualcuno si è improvvisamente svegliato da un sonno istituzionale”

“Non ho ancora deciso nulla, ma con lui lo scontro è in atto e siamo ancora all’inizio”. A parlare è l’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi

Non ho ancora deciso nulla, ma con lui lo scontro è in atto e siamo ancora all’inizio”. A parlare a l’Immediato è l’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi e “il lui” in questione è il consigliere regionale Paolo Campo pronto a ricandidarsi nel Pd e in campagna elettorale. Riccardi non ha ancora sciolto la riserva di una sua candidatura per il gruppo #laltracapitanata. Secondo molti potrebbe correre anche l’ex sindaco di San Giovanni Rotondo Costanzo Cascavilla. Quel che è certo è che Riccardi direzionerà il suo consenso per la prima volta in un partito diverso dal Pd e forse addirittura col centrodestra di Raffaele Fitto.

Tema dello scontro il mercato ittico sipontino tra i due ex sindaci del Golfo. Oggi pare che qualcuno si sia svegliato improvvisamente da un profondo sonno istituzionale per annunciare urbi et orbi che in autunno potrebbe riaprire il Mercato Ittico”, scrive sui social sul suo profilo Palombella Rossa Riccardi.

Il qualcuno in questione parrebbe corrispondere esattamente alla descrizione di un tale primo cittadino di Manfredonia in carica tra il 2000 ed il 2010 che non ha fatto nulla per evitare il fallimento del medesimo e che quando poi è andato ad occupare una comoda poltrona a Bari se ne è totalmente disinteressato. Salvo poi avere un’improvvisa folgorazione sulla via di Damasco, alias via Gentile, per annunciarne la riapertura a breve. Premesso che non si sta parlando di un supermarket e che non bastano proclami pre-elettorali per riaprire una simile struttura, la domanda nasce spontanea: ma… tu lo conosci il mercato ittico?”

Ecco cosa aveva dichiarato Campo.

Bisogna aprire una fase del tutto nuova per la marineria pugliese, ci vuole un’attenzione politica straordinaria da destinare all’intera filiera della pesca. Servono subito misure eccezionali che ne favoriscano una pronta ristrutturazione.È indubbio che la marineria pugliese attraversi una fase di grave difficoltà. Gli effetti della crisi globale, il controverso rapporto con la UE, l’aumento dei costi di produzione e le criticità nel rapporto col sistema creditizio, hanno limitato potentemente le capacità del comparto di stare al passo delle sfide poste dai “tempi”. Crisi di liquidità e penuria di risorse da investire nell’innovazione sono diventate la triste regola per le imprese, determinando, inoltre, la scarsa attrattività delle misure finanziarie di sostegno pur approntate dalla Regione Puglia. L’occasione per il rilancio può essere costituita dal varo del Piano per il Mezzogiono a cui sta lavorando alacremente il ministro per il Sud Peppe Provenzano e, nel caso specifico di Manfredonia, dalla ripresa immediata delle attività del mercato ittico: un’infrastruttura indispensabile alla valorizzazione del prodotto locale e la tutela della legalità delle attività di commercializzazione. Ho sempre pensato che quello mercatale avesse la natura di servizio di pubblico interesse. Ho sempre ritenuto che una gestione che coinvolga l’intera categoria, assieme agli Enti locali, fosse la miglior soluzione gestionale. Si sono scelte altre strade e i frutti non si sono visti. Oggi la ripresa delle attività passa attraverso la conclusione delle procedure della gara per l’affidamento da parte dell’Autorita Portuale di Sistema. Nelle ultime settimane ho avviato un confronto con l’Autorità nella mia qualità di rappresentante del territorio in Regione, ho sollecitato l’adozione delle soluzioni che mi paiono al momento giuridicamente praticabili e ho ottenuto l’assicurazione che le procedure di gara in corso vedranno presto il termine e si farà ogni sforzo per consentire ai nuovi gestori individuati di riprendere le attività mercatali già all’inizio dell’autunno. Non c’è tempo per riaprire un dibattito, e non ha molto senso recriminare su gli errori commessi. È il tempo di agire e di restituire piena funzionalità al mercato ittico. Quest’ulteriore tentativo va condotto fino in fondo, altrimenti si corre il rischio di procrastinare l’impasse politico-amministrativo che ne ha prodotto la chiusura.





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