Raddoppio della linea ferroviaria Lesina-Termoli, il Governo sotto accusa. “È opera strategica ma Sud trattato come periferia del Paese”

“I foggiani e i pugliesi hanno diritto a muoversi alla stessa velocità di chi vive a nord di Termoli. Le imprese foggiane e pugliesi hanno diritto a movimentare le merci con la stessa capacità delle loro concorrenti che operano a nord di Termoli”. Lo riporta un documento della segreteria provinciale del Partito Democratico di Capitanata.

“È un nostro diritto di foggiani e pugliesi reclamare che il Governo realizzi il raddoppio della linea ferroviaria Adriatica nel tratto compreso tra Lesina e Termoli, per noi assurta a simbolo della differenza e della distanza tra il nostro territorio e quelli immediatamente a nord del Fortore.

Rendere questo diritto esigibile è compito del ministro dell’Ambiente Costa e della struttura ministeriale, che a noi appare più incline ad utilizzare i cavilli burocratici e non la competenza tecnica”.

E ancora: “Dopo decenni di discussioni, dibattiti, confronti e scontri ancora non si riesce ad individuare una soluzione capace di garantire, contestualmente, il diritto alla mobilità con la tutela dell’ambiente costiero. Anche a dispetto della volontà del Governo, di cui è parte il ministro Costa, che ha inserito appena ieri quest’opera tra le priorità strategiche per il rilancio del Paese. È inaccettabile continuare a subire i danni che derivano dai ritardi e dalle bizze della burocrazia ministeriale, peraltro incapace perfino di rispettare i termini che essa stessa pone.

Il raddoppio della linea ferroviaria Lesina-Termoli deve essere una priorità e faremo tutto quanto in nostro potere per far sì che il ministero dell’Ambiente comprenda le ragioni della comunità foggiana e pugliese e assuma una linea d’azione costruttiva e operativa”.

Sul caso è intervenuto anche l’europarlamentare della Lega, Massimo Casanova, componente della Commissione trasporti. Ecco la sua nota. “Mentre in Europa ci stiamo battendo per recuperare il gap infrastrutturale del Sud Italia, lavorando per inserire nella revisione delle reti Ten-T anche la parte adriatica del Paese, il Governo Conte condanna il Mezzogiorno a eterna periferia grazie alle contraddizioni e al caos che regna sovrano tra Costa, De Micheli e i loro ministeri. 

La tratta Termoli-Lesina, unica in Italia a binario unico, manterrà il suo primato e i cittadini pugliesi continuano ad essere sbeffeggiati dalla burocrazia. Breve e triste riepilogo: la commissione Via-Vas del Ministero dell’Ambiente ha dato parere negativo alla compatibilità ambientale al progetto di Rfi – Rete Ferroviaria Italiana sul raddoppio della linea del secondo e terzo lotto del tratto Termoli-Ripalta, il Ministero dei Trasporti invece sembra ignorare il parere e dichiara chiuso il procedimento, approvando il progetto definitivo. A che gioco giocano? 

Una confusione agghiacciante quella a cui ci sta abituando questo Governo, altro che semplificazioni e rilanci! Chiediamo che il progetto venga esaminato dalla Presidenza del Consiglio e chiediamo anche maggiore attenzione da parte di RFI. Non vorremmo, infatti, che per interventi fondamentali per il territorio ma che  l’azienda non ritiene utili o troppo onerosi si procedesse con superficialità nella presentazione e nell’accompagnamento dei progetti presso la commissione VIA. 

L’intervento di raddoppio è opera strategica per il Sud, ne va dello sviluppo infrastrutturale, economico e turistico di Regioni importanti come Puglia, Molise e a continuare lungo il tratto adriatico. Costa si faccia carico immediatamente della questione e superi questo pasticcio. Diversamente si dimetta. Il Paese ha bisogno di chi risolve i problemi, non di chi diventa parte del problema”.



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