Incubo usura, a Foggia il commissario del Governo: “Monitorare fondi europei, vadano a chi ne ha diritto”. Vittime di mafia, aiuti ai Vigilante

Vertice in prefettura con Annapaola Porzio. E Grassi avverte: “Dobbiamo tenere le antenne dritte. Ci sono dei ritardi nei finanziamenti, il rischio è che vi possano essere delle interferenze”

Incontro molto proficuo in Prefettura tra i massimi esponenti dell’ordine pubblico col Commissario governativo antiracket e antiusura Annapaola Porzio. Insieme al prefetto di Foggia, Raffaele Grassi anche il procuratore della Repubblica, Ludovico Vaccaro.
L’esponente del Governo Conte dopo aver ascoltato il capo della polizia, dei carabinieri, GdF e il responsabile della Dia e prima di incontrare il sindaco Franco Landella e i rappresentanti del mondo imprenditoriale e associativo, tra cui Vittoria Vescera, Damiano Gelsomino presidente della Cciaa e il vescovo Pelvi, accompagnato dall’ingegner Pippo Cavaliere per la Fondazione Buon Samaritano, ha reso alcune dichiarazioni alla stampa.

“In questi mesi di emergenza, le forze dell’ordine e la Prefettura non si sono fermate. C’è una speranza per questo territorio che neanche il Coronavirus è riuscito a sopire. Quello che ci eravamo detti mesi fa e cioè che questo era il momento della riscossa per questo territorio, ebbene il momento è arrivato. Serve attenzione per la grande quantità di soldi che arriveranno dall’Unione europea che andranno indirizzati a chi ne avrà bisogno. Essere società civile significa avere consapevolezza e rifiutare offerte improprie e tornare a fare economia legale”.

Secondo quanto riferito dalle forze di polizia non ci sarebbe un aumento del ricorso a capitali usurari in Capitanata. Il rischio infiltrazioni è simile in tutti i territori, anche se appare oggi molto più alto nelle zone ricche del Paese. Poi la Porzio ha ricordato gli aiuti alle vittime: “Lo abbiamo fatto presto, corrispondendo il dovuto alla famiglia Vigilante e a tutti coloro che sono stati danneggiati dalle varie esplosioni”.

“Le tante interdittive antimafia (10 sul Gargano emanate pochi giorni fa, 30 in totale dall’arrivo di Grassi, ndr) vanno in questa direzione. Dal post lockdown dobbiamo cogliere tutti quei segnali che ci arrivano”, ha detto il prefetto.
“Dobbiamo tenere le antenne dritte. Ci sono dei ritardi nei finanziamenti, il rischio è che vi possano essere delle interferenze. È chiaro che noi abbiamo avuto la sensibilità di aprire un osservatorio che vede la partecipazione dell’associazionismo che coglie segnali. Il bene della sicurezza si costruisce insieme. Serve uno Stato comunità, dobbiamo coinvolgere tutti nei tavoli della sicurezza”, ha rimarcato il prefetto, citando la conferenza permanente del disagio sociale.
“Non sta a me dire se c’è più consapevolezza, lo Stato deve apparire autorevole”, ha concluso.



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