Evasione da film dal carcere di Foggia, condannati i latitanti beccati nella cava di Apricena. Ma cadono le aggravanti

Sentenza dei giudici nei confronti di Francesco Scirpoli e Angelo Bonsanto. I due hanno assistito in videoconferenza da Lecce

Il tempo del giudizio per due dei latitanti catturati nella cava di Apricena a metà aprile. Sono stati condannati dal tribunale di Foggia per evasione, il 38enne di Mattinata Francesco Scirpoli e il 31enne sanseverese, Angelo Bonsanto. I due fuggirono dal penitenziario dauno durante la maxi evasione del 9 marzo scorso. Furono 72 i detenuti che riuscirono a scappare ma oggi all’appello manca solo Cristoforo Aghilar di Orta Nova. Tutti gli altri sono stati arrestati o si sono costituiti.

I giudici, al termine del giudizio abbreviato, hanno inflitto un anno e 9 mesi a Scirpoli, due anni e 2 mesi a Bonsanto. La procura chiedeva 3 anni. I due detenuti hanno assistito all’udienza in videoconferenza dal carcere di Lecce dove sono stati trasferiti in seguito al secondo arresto. Cadute le aggravanti riguardanti effrazione, violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Questo a causa della mancanza agli atti di filmati della videosorveglianza.

Dopo quel convulso 9 marzo, Scirpoli e Bonsanto sparirono per oltre un mese. Fu la squadra mobile di Foggia a mettere fine alla latitanza durante un blitz in una cava di Apricena, dove i due si nascondevano in compagnia del pregiudicato manfredoniano, Pietro La Torre, già latitante da marzo 2019. Con loro anche altri personaggi noti alle forze dell’ordine.

La sentenza emessa oggi dal tribunale di Foggia potrebbe fare giurisprudenza relativamente alla posizione degli altri detenuti evasi quel giorno dalla Casa Circondariale.





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