Una tassa di scopo su chi lucra sulla ludopatia. L’idea di Mainiero per bilanciare le perdite Cosap

“Governare una comunità significa immaginare soluzioni,e queste emergenze richiedono soluzioni nuove ed un generale ripensamento degli spazi urbani”

In una lunga nota stampa, l’ex oppositore numero dell’amministrazione Landella, il commercialista Giuseppe Mainiero offre alla città dei suggerimenti per aiutare le attività commerciali. Secondo l’ex candidato sindaco, l’asporto per ristoranti e bar così come il delivery non potranno coprire le sicure perdite che arriveranno dall’applicazione del distanziamento sociale tra i tavoli e al banco.

Ecco quanto scrive Mainiero, rivolgendosi anche al sindaco Franco Landella, con toni dialoganti.

Le attività commerciali hanno bisogno di aiuto. Sostenerle nella crisi scatenata dal Covid-19 è fondamentale per evitare un crollo vertiginoso e la loro definitiva chiusura, in particolare in una realtà come quella di Foggia, dove il commercio costituisce l’ossatura del tessuto economico e produttivo. Per farlo, però, servono idee praticabili. Gli slogan agitati per ingraziarsi consenso lasciano il tempo che trovano. L’Ordinanza sindacale con cui i servizi di ristorazione, bar, pub, ristoranti e pizzerie, sono stati autorizzati a svolgere attività di asporto è un pannicello caldo. Certo serve al morale, a ripristinare l’igiene dei locali, rifornire le scorte e i magazzini, ma a null’altro. Se il regime di quarantena è ancora in vigore, chi sceglierà di acquistare un caffè da asporto per poi berlo a casa o negli uffici? Chi acquisterà il pranzo o la cena per poi consumarla a casa? Praticamente agli operatori commerciali viene chiesto di rinunciare alla miseria di bonus da 600 euro stabilita dal governo, farsi carico delle spese vive necessarie a tenere aperta l’attività e condannarsi ad incassi irrisori. Per alcuni potrebbe rivelarsi un danno più che un aiuto, non a caso le riaperture tarderanno. Utile magari a mettere in scena un po’ di propaganda parlando di attenzione e vicinanza, ma del tutto inutile a fornire sostegno concreto agli imprenditori in crisi.
È quindi evidente che sono necessari interventi di largo respiro e, soprattutto, da attivare nel momento in cui la riapertura sarà concreta e reale.
Personalmente, avendo un rapporto diretto e professionale con imprese che operano nel campo della ristorazione, ho avuto modo di appurare che la stima della riduzione dei coperti derivanti dall’applicazione delle misure di distanziamento sociale, ossia la diminuzione del numero dei tavoli, provocherà una riduzione dei coperti non inferiore al 60% ed una conseguente ed analoga decurtazione del fatturato, e questo per bar, pub, ristoranti e pizzerie.

Si vuole venire incontro realmente alle esigenze di queste categorie? Innanzitutto la si smetta di chiedere al governo cosa ha intenzione di fare e ci si concentri su ciò che può fare il Comune. Ognuno si occupi del suo campo, evitando il gioco del cerino che serve solo alla politica politicante. Si studino meccanismi seri affinché l’Amministrazione Comunale faccia la sua parte fino in fondo. Al Sindaco mi permetto di suggerire un’idea. Atteso che ogni esercizio commerciale a giugno dovrà perdere circa il 60% dei coperti in ragione del rispetto del distanziamento sociale, permettiamo che gli imprenditori li recuperino all’esterno, senza costi aggiuntivi e a costo zero per il contribuente. Questo per il Comune di Foggia significa rinunciare a circa 1.5 milioni di euro, a tanto ammontano le entrate per COSAP, e la procedura di riequilibrio finanziario(Decreto Salva Enti) potrebbe renderlo impraticabile, salvo individuare una diversa ed equivalente copertura finanziaria. Innanzitutto chiediamo agli operatori di fornire, attraverso una istanza al SUAP (esentandoli dal versamento degli oneri di segreteria e delle imposte di bollo) con allegata una planimetria dell’area su cui insistono le attività, nella  quale si illustra l’ipotesi di allargamento all’aperto, in modo da recuperare, tra posti all’interno e posti all’esterno, la totalità dei coperti ante-emergenza Covid.

In poche parole gli imprenditori posizionano all’esterno dei locali un numero sufficiente di tavolini utile a recuperare la totalità dei coperti pre-emergenza ed il Comune si impegna, anche intervenendo sul piano di viabilità dove necessario per il rispetto delle vie di fuga e di emergenza, a pedonalizzare dopo le 19 quelle zone esentando i titolari dei locali dal pagamento della Cosap fino al termine della stagione estiva.

In questo modo gli esercenti potrebbero lavorare senza lo spettro di una carenza di fatturato derivante da una diminuzione dei coperti ed i cittadini potrebbero consumare in sicurezza.

In più, la preparazione e la valutazione delle istanze potrebbero essere effettuate per tempo, essendo la riapertura fissata per il 1 giugno. Resta ovviamente il tema delle coperture finanziarie rispetto alle minori entrate derivanti da questo provvedimento. Le coperture si potrebbero ottenere attraverso l’applicazione di una tassa di scopo, non generalizzata ma solo sui guadagni dei gestori di centri scommesse e locali che ospitano al loro interno slot machine. Cioè tassando chi lucra sulla ludopatia. Etica e buona amministrazione possono camminare di pari passo.
Governare una comunità significa immaginare soluzioni,e queste emergenze richiedono soluzioni nuove ed un generale ripensamento degli spazi urbani. Non serve solo inveire contro altri livelli istituzionali, comunque responsabili di sciatteria, ed inseguirli nella sterile propaganda.

A Foggia servono idee, non lamenti. Se davvero vogliamo dimostrare spirito di unità in questa emergenza, ciascuno deve mettere a profitto le sue proposte e collaborare. Sono lontano anni luce dal Sindaco Franco Landella, che ho combattuto in Consiglio Comunale per 5 lunghi anni. Ma questo non mi esime dall’offrire a lui e all’Amministrazione comunale la mia disponibilità a costruire e scrivere insieme questo provvedimento, dimostrando di passare dalle parole e dagli slogan ai fatti. Una tassa di scopo così concepita, non solo aggredisce l’atavico problema della nostra città sul tema della ludopatia, ma offre certamente una copertura finanziaria certa, laddove chi gestisce i controlli sulla materia del gioco è Ministero delle Finanze (il Ministero Agricoltura per i cavalli coinvolti nelle scommesse ippiche), il Ministero della Salute, Ministero Interno perché il gioco attira gli interessi della malavita. Attraverso Sogei – Società Generale d’Informatica S.p.A. e azienda italiana che opera nel settore dell’ICT (Settore dell’information & comunication technology), controllata al 100% dal Ministero dell’economia e delle finanze del quale è una società in house, dispone di un sistema informatico per il quale il giro di scommesse è tracciabile in tempo reale costantemente.

Le macchine sono quindi tutte collegate al sistema Sogei. Tra l’altro, si tratta di attività tutte già censite dagli uffici del Comune di Foggia del Servizio integrato attività economiche (ex annona), e nei controlli sono coinvolti oltre la  Guardia di Finanza, gli stessi Vigili urbani, e la SIAE che mette a disposizione ispettori per controlli sul territorio. La mia non è una sfida, ma un atto di amore per Foggia.



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