Coronavirus, al Policlinico Riuniti ricoverate 45 persone: 12 in Terapia Intensiva. Preoccupa la crescita di casi a Foggia città

Nel nosocomio del capoluogo dauno, tutti i posti letto attualmente disponibili (prima dell’upgrade) risultano occupati. 33 si trovano divisi tra Malattie infettive e Pneumologia

“Siamo in uno stato di guerra”. La trincea è il Pronto soccorso. Poi ci sono i tre livelli di emergenza. Con il costante fiato sul collo degli aggiornamenti che, di ora in ora, possono far cambiare strategia. Il caso Foggia comincia a preoccupare il Policlinico cittadino, con la Capitanata che si contende il numero di nuovi casi accertati di Covid-19 con quella di Bari.

Il direttore generale, Vitangelo Dattoli, ha predisposto già un piano a step, rimodulabile in tempi brevi grazie alla capacità di riassettare l’organizzazione interna – reparti e personale – velocemente. Il manager, che il governatore Michele Emiliano ha scelto come “commissario” anche dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo divenuto ‘focolaio’ dopo il coinvolgimento di oltre 100 operatori, ha il polso della situazione dell’intera provincia, quasi in tempo reale.

Al momento, in viale Pinto sono ricoverate 45 persone, di cui 12 in Terapia intensiva. Dunque, tutti i posti letto attualmente disponibili (prima dell’eventuale upgrade) risultano occupati. 33 sono ricoverati rispettivamente in Malattie infettive e Pneumologia. Lo scoppio del “caso Foggia città”, tuttavia, potrebbe far cambiare i piani.

Nelle ultime ore sta circolando l’ipotesi dell’apertura anticipata del Deu, il nuovo dipartimento dell’emergenza urgenza costato oltre 60 milioni di euro che, secondo il cronoprogramma, sarebbe stato inaugurato non prima della fine di quest’anno. “Al momento appare una ipotesi illogica – chiosa il dg -, attualmente abbiamo disponibilità per affrontare altri livelli di emergenza diversi da quello attuale”.

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