Ai Riuniti 7 pazienti in Rianimazione, 25 in Malattie Infettive. L’ospedale di Foggia potenzia l”area Covid’: 132 posti letto. E arriva nuovo personale

Il direttore generale, Vitangelo Dattoli ufficializza i dati: “Abbiamo 32 posti letto in Terapia Intensiva solo per il Coronavirus e 8 ordinari. Stiamo gestendo al meglio l’emergenza”

L'”area Covid” del Policlinico di Foggia è stata irrobustita con 132 posti dedicati. Si tratta del primo step che potrà prevedere un ulteriore livello nel caso in cui la situazione dovesse evolversi negativamente per l’impennata del numero di contagi. Al momento, sono dedicati due padiglioni, con il ‘Colonnello D’Avanzo’ prevalentemente vocato all’emergenza.

Il Pronto soccorso è stato ulteriormente potenziato essendo l’unica via d’accesso possibile all’ospedale (non ci si può recare autonomamente come durante l’attività ordinaria), con il coinvolgimento del “Lastaria” di Lucera, i cui accessi saranno comunque gestiti da Foggia. L’intero policlinico è stato ripensato per garantire le “due anime” previste dal decreto ministeriale, per cui le attività – Covid e ordinarie – dovranno essere isolate, con un occhio di riguardo per le terapie intensive, malattie infettive e pneumologia.

“Stiamo gestendo al meglio l’emergenza – ha commentato il direttore generale, Vitangelo Dattoli -, abbiamo 32 posti letto in Rianimazione solo per il Covid e 8 ordinari. Prima ne avevamo 15. A questi si aggiungono 6 posti letto di riferimento dell’Asl a Cerignola, e poi c’è San Giovanni Rotondo. Anche il Pronto soccorso ha un suo percorso destinato al coronavirus e uno, separato, destinato a tutti gli altri accessi. Al momento, abbiamo già previsto altre attività di potenziamento che non possiamo anticipare”.

Ad oggi, nel Policlinico risultano ricoverati 25 pazienti in malattie infettive e 7 sono in rianimazione. Gli organici sono stati potenziati per far fronte all’emergenza. “Abbiamo integrato il personale infermieristico con 130 unità – continua Dattoli -, ai quali si aggiungono 30 Operatori socio sanitari per 3 mesi, 6 pneumologi, 8 anestesisti, 2 infettivologi e 12 tra biologi, medici e tecnici di laboratorio. Ci sono 11 percorsi Covid”. Vista la rapida evoluzione dell’epidemia nel Paese e l’alta mobilità dal Nord verso la Puglia, a tutela del personale sanitario sono stati attivati rigidi dispositivi di sicurezza interna.

“Il sistema di controllo interno è particolarmente efficace, grazie ad una serie di parametri – tra cui un vero e proprio big data – per monitorare il livello di rischio. Finora abbiamo solo un episodio che ha coinvolto un dipendente ma non è riferibile alle procedure lavorative”, ha precisato Dattoli. Detto in altri termini, il contagio sarebbe scaturito dalle quotidiane attività sociali. Come anticipato, è già pronta la cosiddetta “seconda linea”, una sorta di upgrade di dotazione di personale e posti letto per consentire una rapida risposta ad una eventuale impennata della curva del contagio, visto che le condizioni di riferimento cambiano di ora in ora.

“Siamo in costante contatto con la Regione per essere pronti ad ogni evenienza – conclude il dg –, sinora non c’è nessuna sofferenza rispetto allo scenario attuale, siamo adeguatamente coperti per tecnologia, posti e risorse umane. L’unica garanzia che ci servirà è quella dell’adeguato approvvigionamento di dispositivi di protezione personale, visto che la necessità aumenta costantemente. Ma anche su questo abbiamo avuto ampie garanzie”.

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