“Niente più finanziamenti per asili nido e centri disabili”, Elena Gentile lancia l’allarme: “Welfare pugliese in ginocchio”

“I risultati socioeconomici di una delle pagine di maggior successo della vicenda politica di questi ultimi quindici anni sono fortemente minacciati. Le modifiche introdotte nel quinquennio che volge al termine nell’ambito della regolamentazione del sistema dei servizi sociosanitari hanno di fatto creato non pochi problemi ad un intero comparto che aveva condiviso l’obiettivo di declinare l’approccio alla ‘presa in carico delle persone’ in una visione che andava oltre la medicalizzazione delle fragilità e che si è dimostrata efficace, meno costosa, orientata all’integrazione e alla valorizzazione delle differenze. Il sistema oggi è in confusione, perde certezze e affronta un passaggio che sicuramente destabilizzerà un comparto che si è dimostrato anche nella nostra regione tra i più resilienti”. Lo dichiara il dirigente Pd, Elena Gentile.

“Un’altra minaccia oggi rischia di mettere in discussione la rete dei servizi territoriali – continua -. L’esaurimento ed il mancato rifinanziamento dei buoni servizio per l’infanzia, per gli asili nido, per i servizi di accoglienza per disabili e anziani a ciclo diurno non hanno di fatto più copertura. Siamo abbondantemente al di sotto della riserva. Il serbatoio delle risorse comunitarie segna il rosso. Ci sarà carburante ancora per qualche mese, per alcuni servizi, non per tutti i territori e non per nuovi utenti. La variazione di bilancio di quest’autunno è appena sufficiente a scavallare l’estate.

C’è ancora tempo per riprogrammare la spesa a partire dall’utilizzo dei fondi FAS del patto per la Puglia concentrando le risorse su obiettivi di qualità capaci di coniugare la risposta alla domanda di cura al mantenimento dei livelli occupazionali, alla loro crescita. A rischio la sopravvivenza di decine di imprese con la conseguente chiusura di decine di strutture con centinaia di operatori che rimarranno senza lavoro. È dunque necessario aprire un confronto nel merito da subito perché le scelte politiche siano più coraggiose e si riflettano nel bilancio autonomo nell’immediato e per il futuro abbiano un orizzonte centrato anche sulle grandi questioni che non possono essere derubricate a favore di scelte di corto respiro. In un intreccio di visioni capace di offrire risposte a temi fondamentali come l’invecchiamento crescente, la denatalità, la mancanza di lavoro, il dilagare delle povertà. Contrastare le diseguaglianze è un imperativo categorico che va declinato anche con scelte coraggiose. Perché a pagarne il prezzo più alto saranno le famiglie, le persone a più basso reddito a cui verrà di fatto negato l’accesso ai servizi. Sono in gioco i principi fondanti della cultura politica del centrosinistra – conclude -. La sua visione di comunità, di qualità della vita, di benessere anche orientata al sostegno delle famiglie, delle donne. In campo una sfida fondamentale per non tornare indietro”.





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