Ristorazione al Don Uva, Universo Salute fa chiarezza: “Pasti preconfezionati non graditi da pazienti”

“Notizie palesemente infondate”. Risponde così Universo Salute alle notizie riportate in questi giorni sulla gestione del servizio ristorazione nelle cliniche Don Uva, gestito sinora dalla ditta Pastore di Casamassima.

“Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che la ditta in questione abbia rinunciato al contratto, da noi rinnovato solo alcuni mesi fa, perché ritenuto sconveniente per il costo eccessivo del personale e per l’inadeguatezza della tariffa convenuta. In realtà – spiega l’amministratore delegato, Paolo Telesforo -, la questione ha una sfaccettatura del tutto diversa. Di fatto, in ottemperanza alle richieste dei degenti e dei nutrizionisti che curano l’alimentazione dei pazienti del Don Uva, Universo Salute ha optato da tempo per la somministrazione e il razionamento di pasti caldi direttamente nei reparti piuttosto che continuare ad utilizzare il metodo dei pasti preconfezionati e già porzionati che non è mai stato gradito dagli utenti. Tale modalità di somministrazione è già regolarmente attuata nella sede di Foggia, ma non ancora in quella di Bisceglie, dove il personale dipendente della ditta Pastore non ha accettato di cambiare le modalità operative di somministrazione dei pasti mettendo, di conseguenza, in difficoltà Pastore che ha annunciato il recesso anticipato dal contratto per l’impossibilità pratica di adempierlo”.

“Inoltre – prosegue – si lascia anche suppore che Ristorazione Più abbia interesse a subentrare al contratto di somministrazione pasti al Don Uva al posto della ditta Pastore di Casamassima. Ma ciò non corrisponde al vero per molteplici motivi: perché se così fosse non avremmo rinnovato il contratto con Pastore alcuni mesi fa, perché Ristorazione Più è una piccolissima azienda tarata a misura per l’esclusivo fabbisogno di Sanità Più e delle Case di Cura Riunite e perché Ristorazione Più, anche se volesse, non potrebbe mai preparare i circa 4500 pasti al giorno che l’appalto del Don Uva richiederebbe perché non ne ha le potenzialità strutturali.
Possiamo in tal guisa dichiarare senza ombra di dubbio che, qualora la disdetta della ditta Pastore di Casamassima non dovesse rientrare e ricomporsi, l’appalto verrebbe rimesso in gara, gara alla quale Ristorazione Più non parteciperà non possedendo i requisiti indispensabili per ottemperare al bando. Tanto premesso – conclude Telesforo -, il nostro auspicio è che tra lavoratori sindacati e ditta Pastore vi sia una ricomposizione positiva della vicenda e che la ditta Pastore continui nel servizio secondo quanto previsto dal contratto ancora in essere”.





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