“Io sono Paolo”, amministrazione di Orta Nova in piazza dopo le intimidazioni. “Ecco la verità su rifiuti e appalti”

Il sindaco: “Serve il coraggio di reagire. È ovvio che la paura può prevalere, ma se siamo uniti non siamo noi ad dover avere paura”

“Io sono Paolo”. Alcuni studenti con un cartello di sostegno al presidente del Consiglio, Paolo Borea, vittima assieme alla sorella di alcuni attentati nelle scorse settimane e il gruppo politico che da sempre sostiene il sindaco, Mimmo Lasorsa. Non c’è stata la grande risposta di pubblico che ci si attendeva oggi ad Orta Nova. Il primo cittadino, in più occasioni, aveva chiesto il “sostegno dei cittadini” in una fase cruciale per l’amministrazione, quel “bivio” nella gestione dei rifiuti che, per l’amministrazione, sarebbe alla base dei recenti casi di cronaca.

“Abbiamo fatto una scelta mirata esclusivamente ad evitare l’aumento di 500mila euro nel costo della raccolta dei rifiuti, che avrebbe determinato un aumento delle tasse per i cittadini”, ha spiegato Lasorsa, passando in rassegna i giri di boa amministrativi ai quali si sono, puntualmente, susseguite le intimidazioni.

“All’inizio ci era stata indicata una società piemontese, la Teknoservice – ha chiosato il medico -, con la proposta di gestione della raccolta stradale a fronte di un aumento sostanziale dei costi rispetto all’anno precedente. Per questo abbiamo affidato il servizio alla Tecneco di Foggia, società nella white list della Prefettura. Il 22 dicembre scorso abbiamo fatto l’ordinanza che, al contempo, ci permetteva di tutelare i dipendenti, evitare l’aumento dei costi e far partire finalmente la raccolta differenziata dopo tre mesi di start up. Il giorno successivo è arrivato il primo atto intimidatorio, con l’auto incendiata a Paolo Borea“.

Poi gli incontri in Prefettura e le “continue sollecitazioni a revocare l’ordinanza”. “Il Consorzio – ricorda il sindaco -, in questa fase rivede le sue iniziali valutazioni e segnala 17 società. Tra queste, l’unica società interessata era la Sieco. Individuata questa ditta, il 10 gennaio di quest’anno, veniamo convocati dal prefetto Raffaele Grassi e ci troviamo di fronte ad un bivio: o revochiamo la nostra ordinanza accettando la proposta di questa Sieco con un aumento dei costi, oppure rimaniamo fermi nella nostra posizione per poi affrontare il problema della ripartizione di quella parte degli impiegati della Sia che, non potendo subentrare nella clausola di salvaguardia, dovevano essere distribuiti attraverso una ripartizione equa tra i vari comuni del Consorzio. Il criterio era relativo al numero degli abitanti: a noi spettavano 6 amministrativi. Dopo una accesa discussione e l’invito del prefetto a trovare una soluzione che evitasse problematiche di ordine pubblico, pur non condividendo appieno lo scenario, abbiamo accettato la soluzione dopo aver consultato i nostri tecnici. E nel primo pomeriggio comunicavo al commissario di Cerignola Albertini la decisione presa. La mattina seguente si verifica l’ulteriore e ben più grave atto intimidatorio alla sorella del nostro presidente del Consiglio“.

“Cari ortesi – ha continuato – dopo questi atti mi sono rivolto a voi per chiedere il vostro supporto, per sentirvi più vicini. Sapevamo di dover fare scelte coraggiose e discontinue rispetto al passato. Ma ci avete chiesto di amministrare questo paese, non di essere martiri”. Poi, ha citato alcuni progetti che sarebbero dovuti partire, problematiche ancora sul tavolo dell’amministrazione: “Per esempio i lavori su Corso Lenoci, in corso di rivisitazione a causa di alcune imperfezioni, come ad esempio la scomparsa dei parcheggi. Oppure il contratto della pubblica illuminazione, stipulato in passato con una ditta privata che per 25 anni prevede una spesa di 343mila euro l’anno, contratto che è sotto indagine dell’Anac, autorità anticorruzione. Per questo ci siamo rivolti alle autorità competenti per comprendere la regolarità del contratto. Tutto questo per far capire che non stiamo fermi e, nel rispetto delle regole, siamo disposti a prenderci qualche critica in più. Questo cambiamento del modo di governare è una novità. Questa voglia di pulizia c’è ancora. Alle nostre spalle non c’è nessuno, non ci sono burattinai. Vogliamo essere trasparenti in tutto. Per questo chiediamo ancora il vostro supporto, per continuare a credere in questa opportunità di cambiamento vero. Serve il coraggio di reagire. È ovvio che la paura può prevalere, ma se siamo uniti non siamo noi ad dover avere paura“.





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