Fallita la Protect, noto istituto di vigilanza foggiano. Dagli stipendi non pagati allo scandalo “Ombre Cinesi”

Batosta finale l’estate scorsa con il blitz di Procura di Foggia e Guardia di Finanza per la storia degli incassi dei parametri

La Protect è stata dichiarata fallita. Si è chiusa nel peggiore dei modi la storia dell’istituto di vigilanza foggiano che per anni si è occupato della sorveglianza di enti e aziende locali. Già da mesi, ormai, gli ultimi servizi erano passati alla Vigilagro di Lucera, società nella quale si sono trasferiti anche alcuni ex dipendenti della stessa Protect, i quali se non agiranno legalmente perderanno gli arretrati (stipendi non pagati e quant’altro). Ma un’altra domanda c’è da porsi: il Comune di Foggia, per la faccenda parcometri, come riuscirà ad avere tutto ciò che la Protect non ha mai versato? Si tratta comunque di soldi pubblici. Una faccenda scoppiata a luglio 2019 ma già finita nel dimenticatoio.

La mazzata finale per la società di vigilanza risale proprio all’estate scorsa con il blitz della Guardia di Finanza “Ombre Cinesi”. Le accuse mosse verso l’ex amministratore della società, Vincenzo Giandolfi erano pesantissime.

Secondo procura e berretti verdi, la Protect, concessionaria del servizio di “prelievo, contabilizzazione ed accreditamento” degli incassi dei parcometri della città di Foggia, per conto della società municipalizzata ATAF S.p.a., nel periodo maggio 2016 – luglio 2018 avrebbe omesso di riversare alla stessa ATAF spa circa 600mila euro.

L’analisi della documentazione acquisita e l’escussione delle persone informate sui fatti da parte della procura consentì di quantificare, al 30 luglio 2018, la debitoria della società concessionaria nei confronti di ATAF S.p.a. in 741.968,43 euro, al netto delle compensazioni dovute.

“Ombre Cinesi” (nome del blitz della GdF) fu solo la punta dell’iceberg di una lunga serie di opacità che per anni hanno accompagnato la gestione della Protect. Su questa testata abbiamo più volte raccontato le difficoltà nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti, riportando la rabbia di lavoratori ed ex lavoratori della società. Ed ora è giunta la parola fine con il fallimento della società.



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