Cup e contact center Asl Foggia, sindacati promettono battaglia sulle assunzioni in Sanitaservice

“Non comprendiamo la ratio che ha dettato l’ultima uscita pubblica di Massimo Russo, amministratore di SanitaService, sulla procedura di internalizzazione dei dipendenti del servizio CUP della ASL di Foggia e non comprendiamo perché ufficializzare una lista di nominativi erronea e non attendibile. Dopo aver sollecitato ufficialmente un incontro con la Direzione di GPI SpA, chiediamo un incontro urgentissimo con il direttore della ASL Fg Vito Piazzola e con l’amministratore di SanitaService. Diversamente saremo costretti ad indire lo ‘stato di agitazione’ immediato che potrebbe avere ripercussioni sugli utenti e sui cittadini, nostro malgrado”. Ciro Di Gioia Segretario Generale FIOM Cgil Foggia, Milly Campodipietro Segretario Generale FIM Cisl Foggia, Marcellino Miroballo Segretario Generale UILM Uil Foggia, Angela Villani Segretario generale Filcams Cgil e Angelo Sgobbo Segretario Generale Fisascat Cisl Foggia intervengono sulla spinosa vicenda della procedura di internalizzazione del personale del servizio CUP dopo la delibera n.1441 del 23 ottobre scorso firmata da Piazzolla, Direttore Generale dell’Asl Foggia

“Il rispetto della clausola sociale impone la salvaguardia dei posti di lavoro e della tipologia contrattuale, ma seguendo le dichiarazioni di Russo ci avviamo da una fase di precariato conclamato che va scongiurato. Come è possibile contemplare una forma indefinita di selezione e la presa in carico del personale con diverse tipologie contrattuali tutte a tempo determinato? Se è vero che GPI e ASL devono stilare la lista del personale da internalizzare, devono chiarire le modalità di compilazione della lista – proseguono i Segretari – Chi ha fornito i nominativi? A Chi? Chi ha stilato la lista resa nota dall’amministratore Russo? In attesa di risposte, diffidiamo il Direttore Generale della Asl di Foggia e lo invitiamo a sospendere l’iter e a rivedere la lista che ha fornito a SanitaService. Nelle risposte ai nostri quesiti non ci devono essere maglie larghe, ma accertamento reale, condiviso ed oggettivo. In più, non è nota quale debba essere la procedura della prova di selezione dei 66 lavoratori e come avverrà, oltre a non comprendere perché creare altro precariato, sempre contrastato pubblicamente dallo stesso Russo, visto che 41 saranno assunti a tempo pieno e 24 a tempo parziale. L’internalizzazione non può creare precariato, vi è la necessità di garantire i lavoratori e le scelte incomprensibili non devono ricadere su di loro, nello specifico sulla durata del contratto. I nostri timori nascono dalle dichiarazioni del Presidente Russo, sui contenuti delle linee guida e fanno riferimento alla possibilità di poter esternalizzare nuovamente il servizio con i relativi lavoratori, a scadenza degli accordi stipulati. Nelle linee guida sono stati inseriti i sistemisti (Ced) che SanitaService attualmente non prevede in carico perché dovrebbe cambiare o integrare il proprio statuto e la ASL modificare la delibera. Il percorso va gestito nella massima trasparenza e nel rispetto pieno delle regole, in vista della scadenza fra un anno del ‘contact center’”.

“Nello stesso tempo – aggiungono Di Gioia, Campodipietro, Miroballo, Villani e Sgobbo – non comprendiamo come si possa rispondere ai contenuti dell’Art. 30 regionale, stante un simile stato delle cose, che necessariamente dettano un pubblico coinvolgimento ed un intervento delle forze politiche regionali. E’ opportuno che si faccia chiarezza su molti punti, che siano condivise le regole, le liste ed il modus operandi e soprattutto che siano eliminati buchi neri, difetti interpretativi e corsie decise unilateralmente”.





Change privacy settings