Quasi 500 ulivi tagliati a mano, sfregio ad un imprenditore della provincia di Foggia

Fiordelisi: “Sono arrabbiato perché mi sono fermato a pensare che se questi vigliacchi avessero speso il loro tempo, e soprattutto la loro energia, per fare un lavoro retribuito, avrebbero potuto contribuire alla già martoriata economia”

“Sono passati ormai quattro anni da quando è stato istituito con la legge regionale n. 37 il Nucleo di Vigilanza Ambientale della Regione Puglia in cui è confluito il personale della Polizia Provinciale in seguito al riordino delle funzioni voluto dalla legge Delrio. Il personale però non è ancora completamente operativo e come al solito a pagarne le conseguenze sono sia i lavoratori in questione, sia i cittadini ai quali non viene garantito un efficiente servizio di vigilanza ambientale e rurale come dimostrano i frequenti danneggiamenti a terreni agricoli che creano danni enormi ai nostri imprenditori”. Lo dichiarano le consigliere del M5S Rosa Barone e Antonella Laricchia dopo la segnalazione da parte di un imprenditore di 500 giovani alberi di olive da tavola tagliati nelle campagne di Stornarella.

“Non sono arrabbiato perché qualche vigliacco ha tagliato i nostri ulivi – ha commentato sui social Antonio Fiordelisi -, per quello sono triste. Sono arrabbiato perché mi sono fermato a pensare che se questi vigliacchi avessero speso il loro tempo, e soprattutto la loro energia, per fare un lavoro retribuito, magari avrebbero potuto fare un regalino in più ai loro figli, alle loro madri e alle loro fidanzate, contribuire alla già martoriata economia del nostro paese. Invece no, hanno preferito buttare a terra gli alberi tagliandoli a mano”,

“Purtroppo è solo l’ultimo di una serie di episodi che ci sono stati denunciati – spiegano  le pentastellate – e che stanno mettendo in ginocchio le nostre campagne, a causa della mancata piena operatività delle guardie del nucleo di vigilanza ambientale. Nonostante l’approvazione di un nuovo regolamento della Sezione regionale di Vigilanza (che ora disciplina insieme le funzioni del ‘Nucleo di vigilanza ambientale’ e del ‘Nucleo di vigilanza, controllo, tutela e rappresentanza’, creando tra l’altro non poca confusione) e la consegna dei tesserini di riconoscimento alle 80 guardie ambientali avvenuta il 26 febbraio 2019, persistono infatti numerose criticità in merito alla concreta operatività, ad eccezione di specifici protocolli d’intesa con le forze dell’ordine e le prefetture”.

“Da quanto ci risulta – continuano – le divise e le auto di servizio sono state consegnate, mentre devono ancora essere consegnati al personale armi, prontuari e relativi blocchetti dei verbali. Non risulta neanche avviata l’attività di formazione, e non sono stati previsti gli adeguamenti richiesti in materia di pronta reperibilità, come richiesto dalle guardie all’Assessorato nel corso di vari incontri. In particolare, riteniamo che occorra dotare il personale delle armi, di cui era in possesso nel precedente ruolo di Polizia Provinciale. Abbiamo più volte sollecitato una richiesta di audizione per permettere un confronto tra le organizzazioni sindacali e le istituzioni regionali in considerazione della mancata attuazione delle necessarie procedure per rendere pienamente operativo il Nucleo, per permettere al personale di svolgere in maniera efficiente e dignitosa l’attività lavorativa. È assurdo – concludono –  che anche alla luce dei numerosi furti e atti criminosi a danno degli agricoltori pugliesi, la Regione disponga di personale di vigilanza che viene pagato ma che non viene messo nelle condizioni di poter svolgere il proprio compito a tutela del territorio”.





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