Imprenditori taglieggiati dalla mafia foggiana, capi e soldati verso lunghe condanne

Le richieste dei pm Giorgio e Perrone Capano per i maggiori esponenti dei clan Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza. Alle battute finali il processo “Decima Azione”

Richieste di condanna per boss e soldati della “Società Foggiana”. È giunto ad un punto cruciale il processo “Decima Azione” contro tutti i maggiori esponenti della mafia del capoluogo dauno, arrestati nel maxi blitz di fine novembre 2018. A poco più di un anno di distanza, per 25 dei 30 imputati, tutti coloro che hanno scelto il rito abbreviato e per questo sono alla sbarra a Bari, sono giunte le richieste – che vanno da 4 a 18 anni – dei pm della DDA, Lidia Giorgio e Federico Perrone Capano. Tra i personaggi di spicco ci sono i due boss, Rocco Moretti detto “Il porco”, capo indiscusso del clan Moretti-Pellegrino-Lanza per cui l’accusa ha chiesto 16 anni e 8 mesi di reclusione e il suo acerrimo rivale Roberto Sinesi alias “Lo zio”, al vertice della batteria Sinesi-Francavilla. Per quest’ultimo la richiesta è di 14 anni. Entrambi sono già dietro le sbarre, Moretti a L’Aquila, Sinesi a Rebibbia.

La condanna più alta, a 18 anni di reclusione, è per il pregiudicato Francesco Tizzano; 16 anni e 8 mesi è invece la richiesta per Alessandro Aprile; 16 anni per Ernesto Gatta e Massimo Perdonò (quest’ultimo arrestato pochi mesi fa per il tentato omicidio di Giovanni Caterino); 14 anni per un altro dei capi del gruppo Moretti-Pellegrino-Lanza ossia Vito Bruno Lanza detto “U’ lepr”. Infine, 14 anni anche per i noti pregiudicati Francesco Abbruzzese, Francesco Pesante, Ciro e Giuseppe Francavilla. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni e rapine aggravate, detenzione illegale di armi e tentato omicidio. 

Un imprenditore foggiano vittima di estorsioni ha avuto il coraggio, tra le decine di commercianti taglieggiati, di costituirsi parte civile nel processo. Con lui anche la Regione Puglia che si era costituita già in udienza preliminare così come il Comune di Foggia, Confindustria Puglia, Confindustria Foggia e l’associazione Panunzio e la Fondazione Antiracket Puglia. (In alto, Rocco Moretti e Roberto Sinesi; sotto, Giuseppe Francavilla, Ciro Francavilla, Vito Bruno Lanza e Massimo Perdonò)