“Famiglie non possono vivere nei containers”, dalla Regione 3,5 milioni per l’emergenza abitativa a Foggia

Per la sistemazione dei nuclei familiari interessati, sulla base delle indicazioni fornite dal Comune, si utilizzeranno i 6 alloggi disponibili e per i restanti nuclei impegnate risorse regionali

Appena terminata in Prefettura a Foggia, la riunione presieduta dal prefetto Raffaele Grassi, con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il sindaco del Comune di Foggia, Franco Landella, l’amministratore unico di ARCA Capitanata, Donato Pascarella, il direttore generale della A.S.L. di Foggia, Vito Piazzolla.

Come si legge dal verbale: “Il prefetto, in apertura, rappresenta di aver ricevuto nei giorni scorsi una delegazione di cittadini residenti nei containers di Via San Severo  i quali  hanno segnalato la situazione di mancanza di sicurezza e delle minime condizioni igienico – sanitarie  in cui sono costretti a vivere. Sulla vicenda, dopo un ampio e sereno confronto si conviene quanto segue: a seguito del sopralluogo effettuato da personale dell’ASL di Foggia su 38 containers a cui è stato consentito l’accesso, dal quale sono emerse le precarie condizioni igienico sanitarie dei locali, il sindaco del Comune di Foggia adotterà una ordinanza ex artt. 50 e 54 TUEL finalizzata allo sgombero dei containers inagibili”.

Per la sistemazione dei nuclei familiari interessati, sulla base delle indicazioni fornite dal Comune, si utilizzeranno i 6 alloggi attualmente disponibili e per i restanti nuclei, per effetto del provvedimento sindacale di cui sopra, si ricorrerà ad una procedura straordinaria  che consentirà l’utilizzo di fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia per l’emergenza abitativa, pari a 3,5 milioni di euro, per il reperimento di immobili da destinare allo scopo”.

“Il sindaco si è impegnato – ha detto il governatore, Michele Emiliano -, come per legge e come avevo detto da tempo, a firmare l’ordinanza di sgombero. L’ordinanza di sgombero consente alla Regione di mettere a disposizione subito tre milioni e mezzo di euro che possono diventare di più: sono somme necessarie all’acquisto degli immobili che man mano verranno assegnati dal sindaco stesso, perché è lui che assegna le case. Verrebbe voglia di essere felici e ottimisti e io ovviamente non ho motivo per non esserlo altrimenti non farei il Presidente della Regione. Ma dobbiamo seguire bene tutta questa vicenda: man mano che noi sgombriamo i containers, dobbiamo demolirli, altrimenti si potrebbe pensare che a Foggia ci sia l’emergenza abitativa non perché mancano le case, ma perché c’è qualcuno che vuole far firmare per forza accordi di programma in deroga al Piano regolatore. E quindi l’emergenza abitativa servirebbe a giustificare le deroghe. Con me questo scherzetto non funziona. Adesso si sono chiariti i termini: noi mettiamo i soldi, poi dopodiché le operazioni vanno fatte dal Comune e dal prefetto, ecco perché sono cauto: l’emergenza che esiste è forte, l’ordinanza di sgombero crea un’accelerazione poderosa senza la quale questa operazione non sarebbe stata possibile. Era da un anno che lo dicevo, però adesso sono tutti d’accordo. Credo che sia stato anche importante l’intervento del Presidente del Consiglio Conte al quale ho telefonato. Adesso questa procedura è iniziata. Sorvegliamo. Chiunque sia interessato alla vicenda non molli perchè non è finita qua”.

“È un’operazione complessa che parte da un presupposto – prosegue -, che in quei containers non si può vivere: la ASL ha chiaramente detto che lì non è possibile una esistenza igienicamente garantita, quindi bisogna andare via. La Giunta regionale ha messo a disposizione una somma per acquistare case che a Foggia esistono, sono sfitte, non si utilizzano, quindi dovrebbero avere anche dei prezzi calmierati perché evidentemente non c’è domanda, case quindi che in tempi rapidi possono essere assegnate a queste persone. Lancio un appello a tutti i costruttori che non riescono a vendere case: se noi distribuiamo queste cento famiglie, una o due per condominio, non creiamo uno sconvolgimento nella vita di nessuno. Ho ipotizzato che se ci dessero delle case di 80-90 metri quadrati a centomila euro, noi ne potremmo comprare diverse. Non è una cosa complicata: si va dal notaio, si fa l’operazione con l’Arca Foggia e si cominciano i traslochi. Le case che potremmo acquistare potrebbero essere utilizzate, man mano, per darci il tempo di costruire tutte le abitazioni popolari necessarie. Bisogna che qualcuno ci venda queste case o ce le metta a disposizione. Il prefetto ha dei mezzi autoritativi, noi in teoria potremmo anche espropriarle”.

Immediata la replica del sindaco, Franco Landella. “Alla fine il buon senso ha prevalso. Finalmente si è capito che una dramma come quello che vive la città di Foggia merita il massimo della collaborazione istituzionale ed un approccio operativo di tipo emergenziale. Ringrazio tutte le istituzioni che si sono impegnate finora per un problema diventato sempre più urgente e pericolso. Grazie alla trasmissione televisiva ‘Le Iene’ e a tutte le emittenti nazionali che hanno acceso i riflettori su questa situazione, perché è anche grazie al loro lavoro e alla loro attenzione se siamo riusciti a costruire le condizioni del dialogo e dell’accordo.
L’intesa raggiunta oggi va esattamente nella direzione che il Comune di Foggia aveva sempre auspicato e suggerito alla Regione Puglia, tutelando il diritto alla salute degli occupanti i container di via San Severo. Proprio ieri ho convocato a Palazzo di Città, alla presenza dell’amministratore Pascarella, i rappresentanti delle associazioni dei proprietari di immobili, dei sindacati degli inquilini e degli imprenditori edili per affrontare il tema della manifestazione di interesse pubblicata da ARCA Capitanata ed andata deserta. L’ho fatto con l’obiettivo di offrire un supporto istituzionale alla risoluzione di questa emergenza drammatica, in una logica di collaborazione e sinergia. Nel lungo ed articolato confronto sono tuttavia emerse numerose criticità rispetto alle modalità di confezionamento della manifestazione di interesse ed ai suoi criteri: dal prezzo al metro quadro all’anzianità di costruzione delle strutture ricercate sino ai parametri individuati per stabilirne il valore. A tutti i presenti, che hanno convenuto circa la necessità di un maggiore e più stretto raccordo – anche di natura tecnica – utile ad elaborare percorsi realmente efficaci, ho formulato l’invito a far pervenire in tempi brevissimi ed in forma ufficiale indicazioni e suggerimenti finalizzati a superare le difficoltà contenute nella manifestazione di interesse, in modo da far incontrare più agevolmente e velocemente domanda ed offerta. In quest’ottica ho chiesto ed ottenuto anche la disponibilità ad allargare le finalità della manifestazione di interesse, attualmente rivolta esclusivamente all’acquisto di palazzine o alloggi, anche alla conduzione in locazione di singoli appartamenti, imprimendo maggiore rapidità alle risposte che le famiglie di via San Severo attendono ormai da troppo tempo e che hanno bisogno di un sostegno economico straordinario da parte di tutti i livelli istituzionali in campo: dalla Regione Puglia al Governo nazionale”.