Bambini fanno il tifo per papà e li abbracciano “oltre le sbarre”. Partita speciale nel carcere di Lucera

Pomeriggio di forti emozioni, oggi, nel campo da calcio del penitenziario. Al centro, il diritto dei bambini a mantenere un legame affettivo con il genitore detenuto

Occhi lucidi e mani tese, abbracci che vogliono annullare le distanze e fermare il tempo. In questi istanti di calore familiare – nonostante le temperature rigide e le sbarre – si ritrova il senso del progetto “Partita con papà”, iniziativa nazionale lanciata da Bambinisenzasbarre onlus, in collaborazione con il Ministero di Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. 

A Lucera l’evento, organizzato oggi pomeriggio, è stato fortemente voluto e sostenuto dal direttore Patrizia Andrianello, dal funzionario giuridico-pedagogico Simona Salatto, dal Comandante Daniela Raffaella Occhionero, con il sostegno dell’assistente capo Raffaele Prencipe e di tutto il corpo di Polizia Penitenziaria. Un’iniziativa dall’alta valenza rieducativa, poiché finalizzata a rinsaldare il legame genitoriale anche in ambito “extramurario”. 

Un rapporto più solido tra genitori detenuti e figli, infatti, può rappresentare un’opportunità di riscatto e una speranza per il futuro.

E se è vero che il calcio può diventare una passione che unisce le diverse generazioni, lo scopo della manifestazione organizzata a Lucera – e nella stessa giornata anche nella Casa Circondariale di Foggia – è stato quello di creare relazioni più forti nelle famiglie, in accordo con le istituzioni, per migliorare la qualità del tempo degli incontri in carcere.

Manifestazioni come “Partita con papà” rendono i bambini che entrano in carcere visibili, tutelando il loro diritto a mantenere un legame affettivo con il genitore detenuto e cercando di superare le barriere legate al pregiudizio e alla discriminazione all’interno della società. Un legame fondamentale per la loro crescita, un sentimento che rimane intatto e non deve essere influenzato dal reato commesso dal genitore e dalla rispettiva colpa.

Importanti quindi le tappe dell’iniziativa in Capitanata, conclusa proprio con l’appuntamento a Lucera cui ha preso parte anche il CSV Foggia. Il pomeriggio si è concluso con un momento di socialità offerto dai ristretti ai propri familiari nella sala colloqui del penitenziario. LE FOTO DI CORREDO SONO DI LELLO PELLEGRINO. 





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