Per 3 anni a progetto ma era “subordinato”, condannata l’Asl di Foggia

Il Tribunale ha chiarito che i contratti a progetto sottoscritti erano nulli ed il rapporto doveva ritenersi di natura squisitamente subordinata

“Per il Tribunale di Foggia Sezione Lavoro l’ASL ha utilizzato l’escamotage del contratto a progetto per celare un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato”. Lo dichiara lo studio legale associato Dibitonto.

“Un laureato in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro ha adito il Tribunale di Foggia Sezione Lavoro, avvalendosi per la sua difesa dell’avv. Marco Dibitonto – avvocato giuslavorista del Foro di Foggia, esperto in materia lavoristica e previdenziale, equity partner dello Studio Legale Associato Dibitonto di Foggia – per mettere in luce che l’attività da lui svolta all’interno dello Spesal (cioè del Dipartimento di Prevenzione, Servizi di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro della ASL di Foggia) come tecnico della prevenzione, non era assolutamente un’attività autonoma e libera – come invece l’ASL voleva far passare stipulando, all’uopo, presunti ripetuti contratti a progetto – ma un’attività di lavoro dipendente a tutti gli effetti”.

Il Tribunale di Foggia Sezione Lavoro, nella persona del presidente di sezione, già consigliere della Corte d’appello di Bari Sezione Lavoro, dott.ssa Beatrice Notarnicola, ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore dichiarando espressamente che “nel caso di specie, l’esecuzione concreta dei contratti a progetto ha comportato l’instaurazione tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato”.

Per il Tribunale foggiano, “l’ASL Foggia si è avvalsa per un periodo di 3 anni delle prestazioni lavorative del lavoratore, presso la Spesal, mediante sottoscrizione” di plurimi contratti a progetto risultati, all’esito di una lunga istruttoria, illegittimi e, quindi, nulli.

Il laureato “è risultato stabilmente inserito nell’apparato organizzativo dell’azienda ed ha messo a disposizione della stessa le proprie energie lavorative, con implicito riconoscimento da parte della Pubblica amministrazione dell’utilità della prestazione eseguita”, scrive il Magistrato nelle motivazioni della dettagliata e chiarissima sentenza emessa il 5 dicembre.

Il Tribunale ha chiarito che i contratti a progetto sottoscritti erano nulli ed il rapporto doveva ritenersi di natura squisitamente subordinata, condannando l’ASL Foggia al pagamento di diverse mensilità a titolo risarcitorio in favore del lavoratore.