Migranti trasferiti e bonifica ex pista, il Cara? No alla chiusura ma sarà ripensato. Il vertice a Foggia

Extracomunitari in alloggi più dignitosi e smantellamento della baraccopoli di Borgo Mezzanone. Gli obiettivi del governo

Vertice sui migranti ieri in Prefettura a Foggia. Sul tavolo il futuro dell’ex pista di Borgo Mezzanone, scenari di numerosi episodi di cronaca. Presente all’incontro anche il capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, il mattinatese Michele Di Bari. Con lui il padrone di casa, il prefetto Raffaele Grassi, il presidente della Provincia Nicola Gatta e i rappresentanti delle forze dell’ordine.

L’obiettivo è bonificare l’area e trasferire i migranti (circa mille) in alloggi più dignitosi, alcuni già messi a disposizione dalla Regione Puglia. Al momento, nel Foggiano, l’unico centro di accoglienza aperto dall’amministrazione regionale, quello di Casa Sankara a San Severo garantisce un tetto a circa trecento persone. Dovrebbe nascere un centro anche tra Lesina e Poggio Imperiale ma ci sono lungaggini.

Non c’è ancora una data per lo smantellamento totale del ghetto, si attende il piano esecutivo di bonifica. E intanto si pensa anche ad una rivalutazione del Cara dopo la paventata chiusura annunciata dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Si potrebbe immaginare di portare i Cara nei singoli territori della provincia sul modello dei Cas (centri di accoglienza straordinaria, ndr) e da lì promuovere un modello di accoglienza basato sulle regole e sui diritti di essere accolti delle persone con i requisiti a posto”, ha detto Di Bari.