Angelo Cera tradito dal suo “machismo”. L’ex parlamentare in tribunale col figlio Napi, avvocati fiduciosi: “Ha rappresentato quello che accade nelle segreterie politiche”

Dall’emendamento “nato morto” al contatto quotidiano con decine di persone: le ragioni della difesa dopo l’arresto dei due politici UDC

C’è fiducia tra i legali di Angelo e Napoleone Cera dopo gli interrogatori di garanzia che si sono svolti nel tribunale di Foggia dinanzi al gip Dello Iacovo. I due politici, esponenti di rilievo dell’UDC, sono attualmente ai domiciliari a San Marco in Lamis in seguito all’arresto del 17 ottobre scorso. Sono accusati di tentata concussione.

“Quello che accade nelle segreterie politiche è politica – ha detto ai cronisti l’avvocato Francesco Paolo Sisto, difensore dell’ex parlamentare insieme al collega Spagnoli -. Angelo Cera ha rappresentato quello che accade nelle segreterie, la quotidianità del contatto con decine e decine di persone – ha aggiunto il legale -. Bisogni piccoli e grandi da soddisfare e che impongono episodi di machismo e muscolarità per dimostrare di essere sul pezzo. La gente vuole che qualcuno si interessi a loro e Angelo Cera lo ha sempre dimostrato”.

Stando alla difesa è assolutamente “impossibile che ci fossero pressioni da parte del figlio Napi (consigliere regionale dei Popolari) in quanto l’emendamento da lui presentato (quello sui Consorzi di Bonifica) era stato bocciato in giornata. In pratica era nato morto – ha evidenziato Sisto – e gli esperti del settore sanno che non poteva mai essere ripresentato”.

Napoleone Cera presentò, in qualità di consigliere comunale, un emendamento che avrebbe determinato la soggezione diretta del Consorzio di Bonifica della Capitanata alla Regione e, dunque, effetti esiziali per la sorte dell’ente. In particolare, la funzione irrigua sarebbe passata all’Acquedotto Pugliese ma il documento, come detto, ebbe vita breve.

In conclusione, secondo l’avvocato, “gli interrogatori odierni hanno consentito un’ampia rassegna dell’accaduto. E hanno dimostrato che la situazione è andata oltre a quelli che sono i fatti. Le intercettazioni? A nostro parere non consentono di ritenere integrata la gravità indiziaria necessaria per l’emissione della misura cautelare”.

I legali (Curtotti e Sisto per Napi, Spagnoli e ancora Sisto per papà Angelo) hanno presentato istanza di revoca degli arresti domiciliari. Si attende una risposta entro 48 ore.