Dalla Sicilia a San Giovanni Rotondo per Valentina, la famiglia chiede sostegno per raccolta fondi: “Qui abbiamo ritrovato la speranza”

Per la giovane ragazza il 7 novembre 2017 cambia d’improvviso il destino. E con lei quello della sua tenace famiglia. Nella sua terra, la Sicilia, inizia il giro della speranza tra strutture. Prima gli interventi chirurgici, poi il difficile percorso riabilitativo dopo il risveglio da un lungo coma

Pochi chilometri da percorrere in auto per una commissione. Il cielo è plumbeo. Scende una pioggia sottile e leggera, incapace di incutere qualsiasi timore. Ma l’auto improvvisamente sbanda in una maledetta curva e finisce la propria corsa contro un albero.

Per Valentina, ragazza solare di 33 anni, il 7 novembre 2017 cambia d’improvviso il destino. E con lei quello della sua tenace famiglia. Nella sua terra, la Sicilia, inizia il giro della speranza tra strutture. Prima gli interventi chirurgici, poi il difficile percorso riabilitativo dopo il risveglio da un lungo coma.

La luce si riaccende esattamente un anno dopo, a novembre del 2018, grazie ad una grande forza d’animo e all’affetto dei cari pronti a consegnarle un porto sicuro da cui ripartire per recuperare anche un briciolo di quella felicità perduta. Gli occhi di Valentina lanciano sin da subito segnali chiari che alimentano la speranza. Dopo poche settimane, muove i primi passi con il girello. L’enorme macchia buia dell’incidente, capace di strappare la tela faticosamente costruita di giorno in giorno, comincia ad essere erosa da un bagliore.

Solo che le insidie, purtroppo, non cessano. Anzi, si trasformano presto in una “beffa”. “Proprio sul più bello, quando iniziavamo a raccogliere i primi frutti, è arrivata l’ennesima batosta – racconta la sorella, Giusy Giallombardo -. La struttura dove eravamo ci dice che sarebbe stato improbabile raggiungere altri risultati, perché la paziente non collaborava. Eppure, fino a quel momento, con un approccio soltanto tradizionale – senza l’utilizzo di robot di ultima generazione -, avevamo visto qualche progresso”. Un enorme voragine, a questo punto, sembra tranciare di netto desideri, sogni e aspirazioni di una giovane ragazza e dei suoi cari.

“Quei pochi passi sono diventati presto solo un ricordo perché la fisioterapia che Valentina faceva non era adeguata e sufficiente per il suo recupero, il presidio in cui si trovava non disponeva dei mezzi adatti e ad oggi mia sorella non si regge in piedi, non ha la forza”.

“Cognitivamente Valentina è sempre più sveglia, pur sforzandosi però non riesciva a comunicare verbalmente e ha sempre trovato il modo di comunicare scrivendo, e guardandoci negli occhi”, racconta Giusy. Il tempo in questi casi, tuttavia, è un tiranno pronto soffocare ogni tentativo di rinascita: “Valentina ha l’urgenza di intraprendere un percorso riabilitativo adeguato – chiosa ancora la sorella -. In Sicilia non esiste un unico centro che accolga insieme tutte le problematiche di Valentina, soprattutto il recupero dell’udito e il recupero motorio attraverso la robotica. Il nostro obiettivo era quello di trasferire Valentina a San Giovanni Rotondo dove vi è una struttura adeguata a tutte le sue esigenze”.

Sì perché, come racconta la famiglia, “non può essere solo una questione economica a spezzare il nostro sogno”. I viaggi della speranza costano, così come le cure. Per questo, è nata una raccolta fondi su GoFund che in poco tempo ha fatto arrivare 30mila euro per la causa: “Sono stati due anni molto pesanti che hanno gravato parecchio sulla nostra situazione familiare. Tutto è stato a carico nostro – scrive Giusy nella richiesta di sostegno – e ad oggi non siamo più in grado di affrontare i costi del trasferimento, della degenza oltre i due mesi convenzionati (il costo giornaliero della degenza ammonta a 200 euro), la permanenza di un familiare e tutto ciò di cui necessita mia sorella durante i mesi di permanenza”.

Da qualche giorno Valentina e la famiglia sono nella città di San Pio, presso il centro di eccellenza “Gli Angeli”. “Qui finalmente abbiamo trovato un’assistenza a 360 gradi, con un personale straordinario e con una dotazione tecnologica che non abbiamo mai visto”, commenta Giusy, prima di proseguire: “Valentina deve avere una possibilità e solo assistendola ai massimi livelli possiamo continuare a nutrire le sue e le nostre speranze”. Non sarà semplice, perché sono passati due anni dall’evento e la prima fase è senza dubbio la più importante per il recupero.

“Valentina è appena arrivata nel nostro presidio di riabilitazione – ha commentato il direttore sanitario, Serena Filoni. Tutto il team riabilitativo sta valutando le sue abilità funzionali, motorie e cognitive residue utilizzando anche delle misure di outcomes. Stiamo approntando un progetto riabilitativo individuale che coinvolga anche la famiglia. Metteremo in campo tutta la nostra professionalità e la nostra tecnologia per raggiungere obiettivi a medio termine”. Questi viaggi della speranza, purtroppo, sconvolgono intere famiglie, che ritrovano ad affrontare, oltre all’avvenimento drammatico, le difficoltà che scaturiscono da percorsi riabilitativi e terapeutici frammentari.

“Non sappiamo quanto tempo è necessario per il suo recupero, ma dobbiamo tenerci pronti ad affrontare ogni evenienza. Non vogliamo arrenderci. La vita ha dato a mia sorella una seconda possibilità e faremo di tutto per sostenerla. E dove non arrivano le nostre possibilità economiche, arriva l’umiltà di chiedere aiuto a tutti coloro che vorranno darci una mano. Finora abbiamo ricevuto molta solidarietà e non smetteremo mai di ringraziare il grande cuore dei donatori”.

La campagna per aiutare Valentina è raggiungibile a questo link: https://www.gofundme.com/insiemepervalentina





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