Bulletti nella movida foggiana, il prefetto scrive al 50enne vittima di pestaggio. “L’unica scelta da fare è sostenere lo Stato”

Grassi in una missiva: “Deprecabili episodi che disvelano una realtà che va debellata con la forza della Legge anche per evitare che possano essere emulati da altri giovani”

Allarme bulli a Foggia. Mentre la polizia ha già individuato due degli autori delle aggressioni avvenute nei giorni scorsi, il prefetto Raffaele Grassi ha scritto una lettera per rispondere al 50enne foggiano vittima di un branco di ragazzini lo scorso sabato sera in largo degli Scopari, pieno centro cittadino.

L’uomo aveva inviato una lunga missiva in Prefettura. Questi alcuni dei passaggi principali: “Il mio senso civico non mi ha permesso di tacere e li ho redarguiti ma sono stato immediatamente aggredito da un consistente numero di ragazzi che mi hanno colpito più volte facendomi cadere in terra continuando a colpirmi con calci e pugni, solo la mia capacità di difesa mi ha consentito di evitare che i calci e i pugni colpissero organi vitali.

Cerco di rifarmi ad alcune espressioni da lei usate nei pochi mesi che ha trascorso a Foggia, lei chiede a noi cittadini di scegliere da che parte stare , bene io le chiedo di metterci nelle condizioni di poter scegliere”.

E ancora: “In questo territorio occorre iniziare dal basso, dare l’esempio, far comprendere che la normalità è la buona educazione, il senso civico l’amore per il bene comune. La cosa più scioccante si è verificata quando ad aggressione conclusa, sono arrivate le volanti della polizia. Molti ragazzi presenti hanno fischiato verso le forze dell’ordine. Stiamo crescendo dei tifosi della malavita, ragazzi che per poter vivere la loro adolescenza devono avvicinarsi al delinquente di turno per essere protetti dalle aggressioni”.

Oggi è giunta una lettera di risposta da parte del prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. Ecco di seguito il testo integrale.

Gentile Signore, ho letto con profonda attenzione la Sua lettera pubblicata attraverso diversi quotidiani locali e ne traggo spunti di profonda riflessione.
Innanzitutto, desidero rinnovarLe la vicinanza da parte di tutte le Forze di Polizia e mia personale e di parteciparLe sentimenti di solidarietà.
Ciò che è accaduto a Lei ed ad altre persone per fatti analoghi è gravissimo.
Deprecabili episodi che disvelano una realtà che va debellata con la forza della Legge anche per evitare che possano essere emulati da altri giovani che coltivano la violenza ed il sopruso come cifra distintiva dei loro comportamenti. Certamente le Forze di Polizia stanno intensificando un’attività mirata ed incisiva senza alcuna tolleranza e si adopereranno perchè la nostra civica e serena convivenza sia sempre assicurata.

Ma è altresì indispensabile che i corpi sociali e tutte le agenzie educative facciano ogni sforzo perchè quotidianamente siano al fianco di chi in divisa con sacrificio e zelo professionale si spende per i nostri giovani e per l’intera comunità.
È l’unico antidoto per guardare con speranza ai nostri giovani! Ho ulteriormente apprezzato le Sue parole perchè ha indicato un percorso virtuoso di legalità affidandosi allo Stato ed alle sue articolazioni territoriali.

Non abbia remore, l’unica scelta possibile, come dissi qualche settimana fa, è a favore dello Stato e delle sue leggi.
Non c’è altra soluzione o altra strada ed è per questo che la Sua testimonianza assume un enorme valore per i cittadini che intendono non soltanto esprimere la loro gratitudine alle Forze di Polizia, ma anche fornire, nelle forme di legge, il loro contributo che spesso risulta determinante.
In questi giorni, la Sua vicenda e quelle analoghe saranno oggetto di discussione nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica nel quale si definiranno adeguate misure di contrasto condivise con la competente Autorità Giudiziaria.

Intanto, mi sento di rassicurarLa sullo sforzo investigativo da parte delle Forze dell’Ordine impegnate ad individuare gli autori dei fatti in argomento.

Con sentimenti di stretta vicinanza, Raffaele Grassi