Metta vecchio leone, ruggisce e si gioca tutto (anche il suo onore). Darà battaglia contro lo scoglio (quasi insormontabile) dello scioglimento per mafia

Strumenti durissimi e severi contro i quali è difficile difendersi. Il sindaco giura sulla Madonna e piange per i suoi familiari prima di annunciare che non ha alcuna intenzione di arrendersi

Il sindaco Franco Metta da vecchio leone non si arrende. E promette battaglia per ribaltare la decisione di scioglimento per mafia del Comune di Cerignola. Assolutamente deciso a non mollare, “fino all’ultima goccia di sangue”. Metta si commuove e giura davanti alla Madonna di Ripalta. “Non ho fatto nulla di illecito e scorretto. Ve lo giuro! E non devo vedere più né AndreaLorenzo se quello che sto dicendo non è vero. Combatterò perchè questo buio duri il più breve tempo possibile. Io o chi per me torneremo e rialzeremo la città. È l’ultimo giuramento che vi faccio. Non ho fatto nulla di scorretto. Anzi, ho cambiato Cerignola. Non sono riusciti a farmi fuori con i soldi perchè li ho fatti arrestare (il caso della mazzetta con i biscotti, ndr) e non ce l’hanno fatta con le minacce. Ci sono riusciti con lo strumento più insidioso”.

Parole forti, pronunciate nello sconforto dal primo cittadino, politico e avvocato di vecchia data. Un professionista ben noto in tutta la provincia di Foggia. Metta sa bene che strumenti come lo scioglimento per mafia e le interdittive rappresentano delle vere e proprie mannaie per chi li riceve. Quasi impossibile difendersi. In Italia la stragrande maggioranza dei ricorsi, con percentuali sopra il 90 per cento, si sono conclusi con una bocciatura. Lo sanno bene anche a Monte Sant’Angelo e Mattinata, già raggiunti dal provvedimento. A sciogliere un Comune per mafia è lo Stato ed è un giudice, funzionario dello Stato, a valutare i ricorsi della politica: “Danno per buone le relazioni del prefetto. Non le rileggono neanche”, l’accusa che mosse l’ex sindaco di Monte Sant’Angelo, Antonio Di Iasio.

Ora tocca a Metta provare a difendersi. Lui promette battaglia e piange davanti alla Madonna citando i familiari. Critica anche i giornalisti parlando di sciacallaggio, ma dimentica il diritto di cronaca che ci impone di raccontare le motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell’ente comunale. In ogni caso, il vecchio leone Metta si ritiene tutt’altro che sconfitto.



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