L’onorevole Lovecchio in Commissione Agricoltura. “C’è molto da fare sulla rete di lavoro agricolo di qualità”

Il parlamentare: “La Capitanata è la maggior provincia agricola d’Italia ed è per me un immenso onore poterla rappresentare in Commissione, portando un potenziamento delle attività di informazione e di dialogo col territorio, con le imprese e con i lavoratori”

“È stato ufficializzato oggi il mio ingresso nella XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.  Questo impegno si unirà al mio lavoro da componente della V Commissione Bilancio Tesoro e Programmazione alla Camera, di cui faccio parte dall’inizio della Legislatura. È per me un motivo di grande orgoglio e di profonda soddisfazione potermi occupare in maniera più puntuale delle tematiche agricole e forestali del Paese e della Puglia in particolare e del mio territorio di elezione”.

È quanto esprime in una nota l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio dopo l’ufficializzazione della sua appartenenza alla commissione permanente Agricoltura, che si affianca alla commissione Bilancio, funzione sin qui espletata.

“Dall’indagine conoscitiva sull’emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa all’indagine sul caporalato- continua il deputato pentastellato- gran parte dei temi principali della materia agricola sono vissuti in Regione Puglia, che vede al Ministero la presenza di una Ministra pugliese, Teresa Bellanova, e di un sottosegretario della nostra regione, l’onorevole L’Abbate. La Capitanata è la maggior provincia agricola d’Italia ed è per me un immenso onore poterla rappresentare in Commissione, portando un potenziamento delle attività di informazione e di dialogo col territorio, con le imprese e con i lavoratori. C’è molto da fare sulla rete di lavoro agricolo di qualità, una priorità per l’accesso ai bandi per il Piano di sviluppo rurale, che è la strada da sempre intrapresa dal MoVimento 5 Stelle anche nell’approvazione della legge sul divieto delle aste. Sono pronto a mettermi al lavoro”.

Nei giorni scorsi il parlamentare era anche intervenuto sulla spinosa questione dei roghi nelle campagne, un tema che ha allarmato molto i sindaci del Basso Tavoliere.

“Nei campi di Capitanata non siamo in quello che don Maurizio Patriciello, nella terra dei fuochi, paragona all’inferno, ma le fiamme alte, i fumi e i puzzi spesso velenosi che si sprigionano di sera nelle nostre campagne, pur non accertando qualcosa di losco, manifestano sicuramente un forte dispregio delle regole. Quotidianamente si susseguono incendi fai da te, dove si assommano rifiuti organici degli scarti agricoli a materiali plastici, che tolgono l’aria a quanti abitano nelle zone extraurbane e nelle borgate e nei centri rurali, creando spesso disagi e pericoli anche più estesi”, aveva osservato Lovecchio, esplicitando un modello cui riferirsi.

“Il Ministero dell’Ambiente ha già stilato un protocollo inerente la terra dei fuochi- aveva argomentato- per avviare azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini ed alle imprese per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dei roghi, anche con riguardo alla contraffazione di materiali. Quel programma di iniziative e campagne periodiche di informazione e sensibilizzazione sui comportamenti utili a prevenire il fenomeno dei roghi va di certo esteso anche alla Capitanata, in modo che si possano mettere in campo iniziative fattive nel caso di avvistamento di incendi, in particolare derivanti dalla combustione di rifiuti, per prevenire, controllare, monitorare, tutelare l’ambiente e la salute a seguito di roghi di rifiuti. Anche se nella maggior parte dei casi i roghi di materiale plastico agricolo non sono vicini agli abitati, i fumi si muovono per chilometri, senza considerare il danno ambientale provocato ai terreni dai liquami”.